Obbligazioni, strategia “buy and hold” non funziona più

Il contributo di Frank Lipowski, gestore del fondo FvS Bond Opportunities di Flossbach von Storch, all’inchiesta di Fondi&Sicav dedicata ai corporate bond globali

Flossbach VS

 

Frank Lipowski
“Una gestione attiva con un profondo processo di investimento è fondamentale”. Lipowski

Come hanno reagito i corporate bond ai rialzi dei tassi d’interesse decisi dalla Federal Reserve? Quali tipologie di obbligazioni societarie hanno retto meglio e quali sono state più penalizzate?

Il tema in questione non è la tipologia di bond, per cui è difficile dare una risposta netta. Ritengo che dipenda ad esempio da che tipo di obbligazioni si è alla ricerca. Negli Stati Uniti i tassi sono saliti solo dalla parte breve della curva, mentre i treasury a lungo termine restano quasi invariati.
Dipende inoltre dal tipo di corporate bond in cui si vuole investire. I titoli Investiment grade di fascia bassa o non investment grade sono meno esposti ai tassi governativi sottostanti rispetto ai corporate bond di qualità più elevata. Infine, ma non meno importante, è anche l’esposizione dei modelli di business / strutture di finanziamento delle aziende verso i tassi crescenti. Quanto più alto è l’indice di indebitamento, soprattutto per quanto riguarda il free cash flow, tanto più esposta è un’azienda a costi di finanziamento più elevati che normalmente ha un’influenza diretta sui livelli di spread. Pertanto, soprattutto in contesti di mercato sfidanti, la gestione attiva e l’analisi approfondita degli investimenti sono cruciali.

In vista della fine del Qe nell’Eurozona e di un probabile incremento dei tassi anche nel Vecchio Continente, quali fattori ritenete sia opportuno considerare per selezionare un portafoglio di corporate bond?

Nella nostra “visione del mondo”, che costituisce la base di tutte le nostre decisioni di investimento, non crediamo che in Europa ci sarà un’inversione dei tassi di interesse che meriti questo nome. Inoltre, non ci aspettiamo una reale normalizzazione della politica monetaria e quindi il ritorno dei precedenti livelli dei tassi nell’area dell’euro. In breve, la zona euro non può permettersi tassi di interesse più elevati a causa degli elevati livelli di indebitamento di alcuni Stati membri. La Bce dovrà quindi fare in modo che i tassi di interesse rimangano bassi per molto tempo. Anche se la Bce iniziasse ad alzare i tassi d’interesse alla fine del 2019, ciò significherebbe comunque che ci troveremmo ad affrontare tassi negativi per i depositi a breve termine e tassi complessivi molto bassi lungo l’intera curva dei rendimenti.

In generale i tempi delle strategie “buy and hold” di successo sono decisamente finiti sui mercati obbligazionari. In mercati sfidanti è necessario agire a livello globale, essere altamente flessibili, senza vincoli e opportunistici per poter generare rendimenti assoluti positivi. Soprattutto perché negli ultimi anni i mercati sono diventati più restrittivi e ambiziosi, riteniamo che una gestione attiva con un profondo processo di investimento sia fondamentale.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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