Olanda, al via la stagione elezioni, cosa accadrà in Europa?

Azad Zangana, senior European economist & strategist di Schroders, sostiene che il rischio di una “Nexit” resti ragionevolmente basso

Per quanto riguarda il voto imminente in Olanda, secondo i sondaggi il partito della Libertà guidato da Geert Wilders si aggiudicherà la maggioranza dei seggi, ma a nostro avviso farà poi fatica a formare una coalizione disposta a supportare un referendum sulla permanenza del paese nell’Eurozona. Dopo il voto seguirà un lungo e prolungato periodo di negoziati, anche se il rischio di una “Nexit” resta ragionevolmente basso.

Intanto, il maggiore timore per gli investitori, cioè le elezioni presidenziali in Francia, ha già riservato continue sorprese sul fronte dei candidati. François Fillion ha sconfitto inaspettatamente sia Alain Juppé che l’ex presidente Nicolas Sarkozy, aggiudicandosi la candidatura del Partito Repubblicano, ma le accuse di pagamenti illeciti a favore dei familiari lo hanno danneggiato. I sondaggi ora lo danno allo stesso livello di Emmanuel Macron, l’ex ministro dell’Economia, leader del movimento “En Marche”. Macron ha appena ricevuto l’offerta di un’alleanza con Francois Bayrou, ex ministro dell’Istruzione e leader del gruppo centrista “Mouvement Démocrate”. Bayrou solitamente si aggiudica il 5-6% dei voti potenziali nei sondaggi, abbastanza per distanziare Fillon, in caso di testa a testa per il secondo posto nel round elettorale del 23 aprile. Non è chiaro, però, se ciò possa aiutare o meno nel ballottaggio del 7 maggio. In ogni caso, i sondaggi segnalano che, nella data decisiva, Marine Le Pen probabilmente perderebbe sia con Fillon che Macron. Contro il primo, la Le Pen riceverebbe il 43% dei voti, mentre contro Macron, il 40%. Il nostro scenario base dunque prevede che o Macron o Fillon batteranno Le Pen, evitando quindi qualsiasi potenziale instabilità di mercato.

In Germania, Angela Merkel si è indebolita molto dopo che Martin Schulz, già presidente dell’Europarlamento, ha annunciato di correre per la carica di Cancelliere come candidato dei Socialdemocratici. Per il mercato, però, la preoccupazione principale è l’ascesa del movimento di estrema destra “Alternative fur Deutschland” (AfD). Dagli ultimi sondaggi emerge che l’AfD sta perdendo terreno, quindi il pericolo di rischi politici dalla Germania è molto basso.

Il caso Italia invece potrebbe essere più complicato. Le elezioni dovrebbero tenersi nel primo trimestre 2018, ma potrebbero essere anticipate, visto che l’attuale leadership non ha ottenuto il mandato popolare. Il rischio è che il Movimento 5 Stelle anti-establishment e anti-austerity batta il Partito Democratico, il cui consenso è in calo, stando ai sondaggi. Il nostro scenario base prevede che i Democratici ottengano la maggioranza dei seggi e siano chiamati a formare una coalizione di Governo con altri partiti. Se però dovesse vincere il M5S, allora diventerebbe molto difficile governare l’Italia per molti anni. Potenzialmente ciò potrebbe portare a una crisi del debito sovrano e a una potenziale conseguente uscita dall’euro.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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