Opportunità da high yield ed emergenti

Archiviato un mese di agosto poco movimentato, l’attesa è per l’avvio di nuove politiche fiscali da parte dei governi. Favoriti High Yield bond ed Em bond. La view di Anima Sgr

Mercati obbligazionari

Per quanto riguarda il comparto obbligazionario nel suo complesso, la view della società si conferma prudenzialmente neutrale, sia globalmente sull’asset class sia sulla duration in generale. Il mercato si aspetta che alla politica espansiva delle banche centrali si affianchino politiche fiscali da parte dei governi, ove possibile, altrettanto espansive. Giappone e Regno Unito, con ogni probabilità, non saranno gli unici paesi ad attuare questo genere di politiche. Quindi, una variabile da monitorare è il modo in cui le politiche fiscali si affiancheranno alle monetarie e come verranno dosate in termini di stimoli. Nel dettaglio dell’area Euro, il giudizio dalla precedente neutralità vira in negativo per l’area Euro core e in direzione positiva per quella periferica, mantenendo comunque una view sostanzialmente neutrale per l’intera area. Confermata la neutralità per il Giappone, così come il giudizio negativo per gli Stati Uniti. Sul comparto corporate, a parere del team, rappresentano ancora una buona opportunità le obbligazioni high yield e i bond emergenti, perché in un contesto di rendimenti bassi costituiscono un’area in cui è ancora possibile investire con extrarendimenti (spread) interessanti. All’interno dei nostri fondi obbligazionari, quindi, questi due segmenti restano due asset class sulle quali puntare, fermo restando un atteggiamento selettivo dato dalla possibilità che si presentino rischi di liquidità.


Segnali positivi da dollaro e sterlina

Sul fronte delle principali valute, nel rapporto con l’euro, la view passa da neutrale a positiva per quanto riguarda il dollaro statunitense. Questo posizionamento deriva dalla possibilità che il mercato torni a focalizzarsi sul tema del differenziale dei tassi, che il team continua a veder muovere a favore del dollaro americano, in particolare nelle prossime settimane, con l’avvicinarsi dell’appuntamento con la Federal Reserve di fine settembre: i dati relativi all’economia americana stanno mostrando un buon momentum e questo induce a pensare che il mercato possa arrivare all’appuntamento scontando almeno parzialmente un possibile rialzo. Il giudizio sulla sterlina, invece, è tornato neutrale da negativo. I dati economici ancora non riflettono le conseguenze della scelta referendaria sulla Brexit e molti investitori hanno una posizione corta sulla divisa britannica: questa combinazione espone il mercato a possibili repentini apprezzamenti della valuta generati non per motivi fondamentali, ma dalla ricopertura di posizioni che generano rendimento negativo.

Mercati azionari


Europa: prevale la prudenza

Sulle Borse europee continua a prevalere la cautela. Gli occhi restano puntati sul prossimo meeting della Bce, nel quale potrebbe venir estesa la durata del quantitative easing, con tale misura sostenuta anche da politiche fiscali espansive decise dai singoli paesi europei. Per il momento, il posizionamento del team sull’Europa è complessivamente neutrale, nell’ambito di un contesto fluido sul piano politico.


Italia: meglio essere cauti

L’approccio viene mantenuto strategicamente neutrale anche per l’azionario italiano. Sul fronte della crescita interna, non si segnala alcun tipo di accelerazione, nonostante i dati macro confermino segnali di moderato ottimismo. Gli occhi restano puntati sul referendum costituzionale di novembre, anche se riteniamo che, in caso di esito negativo, l’impatto sui mercati possa essere ridotto e non provocare un’instabilità politica che porti a eccessiva volatilità e avversione al rischio.

Usa: confermata la visione positiva

Il giudizio sull’azionario americano si conferma positivo. Durante il mese di agosto, i mercati sono risultati tranquilli, con l’indice S&P500 che si è mosso in un’area di circa il 2%. Nonostante una performance contenuta, la rotazione settoriale che ha caratterizzato l’indice è stata piuttosto marcata. Sono stati venduti gradualmente i settori difensivi, come i telefonici, le utilities e, in parte, i consumi di base, a favore dei ciclici, come la tecnologia, gli industriali e, nel caso degli Stati Uniti, anche il settore finanziario. Indicazioni confortanti dal punto di vista societario sono arrivate dai risultati delle trimestrali. Ci si sta avvicinando all’appuntamento con le elezioni presidenziali dell’8 novembre. Il mercato sembra allineato con i sondaggi che danno in vantaggio Hillary Clinton. Gli occhi restano puntati anche sulle decisioni della Federal Reserve, che nel summit di Jackson Hole ha comunicato di voler alzare i tassi almeno una volta entro la fine dell’anno. Un possibile rialzo non rappresenterebbe un elemento di preoccupazione, dato che indicherebbe un buono stato di salute dell’economia a stelle e strisce e si tratterebbe di un processo graduale, con un impatto limitato sui mercati.

Emergenti: ancora segnali confortanti

I mercati emergenti proseguono nel loro andamento positivo da inizio anno e, quindi, la view si conferma positiva. L’assenza di forti elementi di tensione soprattutto sul fronte valutario e dei tassi americani, due elementi di riferimento dei mercati emergenti, rappresentano un contesto favorevole ai flussi.

Borse asiatiche: giudizio resta positivo

Il giudizio su queste borse si conferma positivo. L’attenzione resta concentrata sul Giappone, anche alla luce del pacchetto di stimoli approvato ad agosto da circa 118 miliardi di euro, al fine di accelerare la ripresa economica nipponica. La Bank of Japan ha annunciato che, alla riunione del 20-21 settembre, saranno resi noti i risultati di una valutazione d’insieme dell’economia e dei prezzi nell’ambito del QE ed è lecito attendersi qualche ulteriore novità di politica monetaria. Nel frattempo, il governo dovrebbe procedere con l’agenda di riforme per ridare slancio al paese. La view resta positiva sull’area anche per il miglioramento strutturale, seppur progressivo degli utili societari delle aziende giapponesi.

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