Ora cresce l’attesa BCE

La Bce si trova davanti innanzitutto a dover compiere una scelta di compromesso tra gli Hawks e le Dove in seno al Governor Council. Le diverse ipotesi sugli importi di titoli da acquistare. Fxcm

Quello accaduto la settimana scorsa sui mercati finanziari è definibile come un vero e proprio terremoto”; la dinamica di apprezzamento del franco svizzero di giovedì non ha precedenti in termini di portata e durata temporale ed ogni paragone con situazioni in qualche modo simili impallidisce, al punto che ancora la spiegazione di quanto accaduto in quei minuti non risulta ancora di univoca spiegazione in termini di quotazione dei franchi e liquidità del mercato. Un caso che entra prepotente negli annali dei mercati finanziari e che è ragionevole ritenere che non avverrà per molti anni.

La Banca Centrale Europea si trova davanti innanzitutto a dover compiere una scelta di compromesso tra gli Hawks e le Dove in seno al Governor Council in termini di rischio sistemico e cosiddetto “moral hazard”. Un’ipotesi contempla, ad esempio, un programma flessibile di almeno 500 miliardi di euro di acquisti di titoli governativi con la possibilità di espandere tale quantitativo se necessario ed in questo favorire i bond dei paesi periferici; l’assunzione, ad esempio, di un impegno ad acquisti a ritmi di 40-50 miliardi per un lasso temporale di 12-18 mesi, con un’ipotetica formula – già peraltro ventilata – che vedrebbe le singole banche centrali nazionali farsi carico degli acquisti. Gli importi attesi tuttavia potrebbero essere ben maggiori dal momento che, banalmente, l’entità degli attivi di bilancio della BCE ammontano attualmente a 2,1 trilioni di euro con un obiettivo dichiarato di espansione a 3 trilioni.