Parola d’ordine, selezione

A cura di Stefania Basso

Settimana record per i titoli globali. Ma occorre essere selettivi. Commento settimanale di Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock

Settimana particolarmente solida per i titoli a livello globale. Negli Stati Uniti l’indice Nasdaq Composite ha superato il picco toccato nel 2000 crescendo del 3,26%. Ha chiuso la settimana a 5,092 punti. In Giappone l’indice Nikkei è rimbalzato sopra i 20.000 punti per la prima volta negli ultimi 15 anni mentre il mercato azionario cinese continua a sfidare le leggi di gravità. L’S&P 500 è salito dell’1,72% a quota 2,117 e il Dow Jones Industrial Average ha registrato +1,42% a 18.080 punti. Per quanto riguarda i bond il rendimento del treasury decennale è salito dall’1,87% all’1,91% e il prezzo di conseguenza è sceso.

“Non dobbiamo temere una bolla per i titoli tecnologici americani come nel 2000”, afferma Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock. Secondo l’esperto occorre essere prudenti o perlomeno selettivi verso gli investimenti cinesi, in particolare verso il mercato A-Share, dove i prezzi delle azioni sono gonfiati.

La scorsa settimana i titoli americani sono stati favoriti ancora dalle attività di fusioni e acquisizioni di grandi aziende. Il rally dei titoli che ha spinto il Nasdaq Composite verso nuovi massimi storici è stato considerato da alcuni come il segnale di un’altra bolla tecnologica. In realtà le valutazioni nel settore sono più basse rispetto al 2000. L’attuale multiplo del settore è di circa 19,5 volte gli utili trailing, pari a solo il 5% in più rispetto al mercato più generale e nel corso dell’ultimo anno la situazione non ha subito forti variazioni. Nel marzo del 2000, invece, il settore tecnologico americano scambiava oltre 72 volte gli utili, più del doppio rispetto alla valutazione del mercato.

Altro fattore di differenziazione oggi: il settore tecnologico rappresenta una parte minore del mercato complessivo. I titoli tecnologici (al loro massimo storico) rappresentavano circa il 30% della capitalizzazione totale di mercato negli USA. Oggi il peso è di circa il 20%. La tecnologia in realtà è di nuovo il peso più forte dell’indice S&P 500 ma è molto meno predominante rispetto al 2000. BlackRock continua a favorire il settore tecnologico ma l’attenzione è rivolta in particolare alle aziende tecnologiche mature con utili reali.

I risultati sorprendenti non si limitano solo al mercato americano. In Giappone il Nikkei 225 ha chiuso di recente sopra i 20.000 punti per la prima volta negli ultimi 15 anni. Anche i titoli a Taiwan hanno toccato il massimo storico degli ultimi 15 anni per le speranze di un collegamento commerciale diretto con la Cina. Nonostante le notizie negative provenienti dalla Cina – rallentamento dei dati manifatturieri e primo default di un’azienda pubblica – le azioni cinesi A-Shares, scambiate a Shanghai, continuano la loro corsa al rialzo.

Benché le azioni asiatiche rappresentino ancora un’interessante opportunità, occorre essere selettivi. Ad esempio, viene privilegiata l’esposizione alle azioni H-shares, negoziate a Hong Kong, dato che le valutazioni sono molto più ragionevoli. Le H-shares scambiano a meno della metà rispetto alle valutazioni attuali del mercato A-share.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.