Pegaso: esg e life cycle nella strategia

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a cura di Manuel Glauco Matetich

Pegaso, fondo pensione complementare a capitalizzazione e a contributo definito per i dipendenti delle imprese di servizi di pubblica utilità, si è posta l’obiettivo di essere il punto di riferimento per tutti i suoi lavoratori associati.

Andrea Mariani, direttore generale di Pegaso, racconta come il fondo sta affrontando tutte le nuove sfide che si stanno presentando.

Il secondo semestre del 2021 vedrà la ripartenza dell’economia globale. Vi aspettate grandi cambiamenti nell’asset allocation tattica dei gestori affidatari dei vostri mandati?

«I mandati affidati da Pegaso ai propri gestori consentono di affrontare fasi di cambiamento come quella che dovremmo vivere nel prossimo semestre. L’attesa per la ripartenza dell’economia globale è stata già considerata nella rotazione settoriale del primo semestre del 2021, dal momento che i gestori tendono ad anticipare i movimenti dell’economia reale. Bisognerà prestare attenzione a verificare se il processo di normalizzazione proseguirà secondo le aspettative o se vi saranno ritardi o incidenti di percorso, che possano sorprendere gli operatori».

Criteri Esg e strategia life cycle: come si muove Pegaso?

«Si tratta senza dubbio di due aspetti rilevanti della nostra offerta finanziaria che, tuttavia, devono essere distinti, perché intervengono in modo diverso nel processo di creazione di valore per i nostri iscritti. L’integrazione dei criteri Esg costituisce senza dubbio una delle maggiori sfide presenti e future, poiché il percorso e la velocità di adeguamento a questi principi potranno determinare i risultati del fondo pensione nel medio-lungo periodo. Dopo il 2020 è apparso evidente che la considerazione della sostenibilità degli investimenti è cresciuta in modo esponenziale, determinando un effetto tangibile nelle valutazioni delle attività finanziarie degli emittenti più o meno capaci di prestare attenzione a questo aspetto. Nel caso di Pegaso, la scelta, compiuta a partire dal 2013, è stata innanzitutto di tipo “valoriale”».

continua leggi il numero 133 di Fondi&Sicav magazine

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