Per difendersi da ritorno inflazione puntiamo su strategie di break-even

Negli ultimi tempi si comincia a parlare di lievi segnali di risveglio per l’inflazione. Come sarà lo scenario per i prossimi mesi? Prosegue l’inchiesta di Fondi&Sicav con l’intervento di Giuseppe Benigno, portfolio manager Comparto Obbligazionario di Aletti Gestielle Sgr

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-L’inflazione nei paesi industrializzati sembra un gigante addormentato, tuttavia, da più parti si comincia a ipotizzare una fine del ciclo deflazionista vissuto dall’inizio della crisi post Lehman? Qual è la vostra opinione?

Il dibattito principale dell’attuale politica monetaria verte sulla difficoltà che stanno mostrando le economie industrializzate a generare una crescita dei prezzi moderata e costante nel tempo. Nonostante un lungo periodo di politiche monetarie espansive, utilizzando anche strumenti definiti non convenzionali (Quantitative easing), tutte le banche centrali occidentali hanno ancora serie difficoltà a rispettare i propri target di inflazione. La questione può sembrare un aspetto formale, ma invece risulta di sostanziale importanza perché spiega gli effetti che la politica monetaria sta producendo all’economia mondiale e in particolare ai movimenti di capitale verso i paesi emergenti.
Una delle motivazioni che riteniamo più convincenti nello spiegare tale complessità, è che al momento nessuno creda sia più possibile avere un ritmo di crescita dei prezzi stabile al 2%. Infatti, se analizziamo le aspettative di inflazione estrapolate dal mercato per i prossimi dieci anni, attraverso gli inflation swap o attraverso le break-even dei singoli titoli, notiamo che la compensazione che il mercato chiede per essere protetto dal rischio di inflazione si è ridotta notevolmente nel corso degli ultimi mesi. E in questo contesto di bassa credibilità della Banca centrale, riuscire a incrementare l’inflazione odierna diventa uno obiettivo alquanto complesso.

Ma perché le aspettative sono diminuite sensibilmente? Una spiegazione potrebbe essere che il tasso di inflazione effettivo è rimasto ben sotto l’obiettivo per un periodo di tempo decisamente prolungato e gli operatori stanno formulando le loro aspettative sull‘inflazione futura in maniera adattiva. La precedente recessione è stata indubbiamente dura e la perdita di capacità produttiva è stata superiore rispetto ai cicli economici precedenti, in più lo shock sul prezzo del petrolio e delle commodity ha contribuito ulteriormente a dare questa impressione.
Tuttavia, i segnali economici sono molto positivi, il gap di capacità produttiva si è colmato, la dinamica dei salari è migliorata notevolmente e l’accesso al credito è sensibilmente facilitato, per questo motivo riteniamo che le aspettative di inflazione a lungo termine siano particolarmente conservative e non prezzino bene il rischio di inflazione futura. Non stiamo parlando certo di un periodo di elevata inflazione, ma di un ritorno al target del 2% nel medio periodo e di ristabilire la piena credibilità delle banche centrali.

-Nell’ipotesi di un ritorno della corsa dei prezzi, quale ritenete siano le asset class da preferire per difendersi dai morsi dell’inflazione e puntare a ottenere rendimenti reali positivi?

Per difendersi da un ritorno dell’inflazione riteniamo interessanti strategie di break-even (sovrappesando titoli legati all’inflazione e sottopesando il nominale di riferimento anche per ridurre il rischio duration dovuto al futuro rialzo dei tassi di interesse). Tra questi titoli preferiamo in particolare i Tips (titoli governativi americani la cui cedola viene periodicamente rivista in base all’andamento dell’indice dei prezzi)  poiché riteniamo l’economia degli Stati Uniti più avanti nella fase del ciclo economico e quindi nella creazione di inflazione futura.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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