Perché la ripresa italiana stenta a decollare?

Gli esperti di Amundi hanno evidenziato due colpevoli, le banche e la classe politica e prevedono una crescita nel 2017 appena al di sopra dell’1% (contro lo 0,8% nel 2016)

Rispetto alla maggior parte degli altri paesi della zona euro, la ripresa economica italiana è particolarmente debole. Mentre l’immediato contesto politico e finanziario non è favorevole, l’economia italiana soffre di molti problemi strutturali, e il malfunzionamento dei mercati nazionali ne ha da tempo intaccato la competitività esterna.

Possiamo citare solo un paio di segni di miglioramento, in maniera più specifica sull’occupazione, dato che il Job Act del 2014 inizia ad avere qualche effetto. Tuttavia, è difficile immaginare che la ripresa acceleri davvero, senza ulteriori riforme che riguardino ancora il mercato del lavoro e altri campi. In tal senso, una vittoria del ‘No’ al referendum di dicembre sarebbe un evento molto sfavorevole. Nonostante la presenza di questi ostacoli e rischi appena descritti, continuiamo a credere che la ripresa italiana continuerà e mostrerà qualche modesto miglioramento nel 2017.

Raccomandazioni specifiche per il paese (escludendo la componente ‘bilancio’)- Fonte Commissione Europea, 2016:

– Attuare la riforma della pubblica amministrazione attraverso l’adozione e l’attuazione di tutti i decreti legislativi necessari, in particolare quelli che riguardano le imprese pubbliche locali, i servizi pubblici e la gestione delle risorse umane.

– Intensificare la lotta contro la corruzione rivedendo i termini di prescrizione entro la fine del 2016. Ridurre la durata dei procedimenti civili rafforzando le riforme e attraverso un’efficace gestione dei casi.

– Accelerare la riduzione dei crediti deteriorati, attraverso anche l’ulteriore miglioramento del quadro di regolamentazione dell’insolvenza e del recupero crediti. Completare rapidamente l’attuazione delle riforme in corso per la corporate governance del settore bancario.

– Riformare le politiche attive del mercato del lavoro, in particolare attraverso il rafforzamento dell’efficacia dei servizi per l’impiego. Facilitare l’impiego come seconda fonte di reddito delle famiglie. Adottare e applicare la strategia nazionale anti povertà e rivedere e razionalizzare la spesa sociale.

– Adottare e applicare rapidamente la legge attualmente in studio in materia di concorrenza. Assumere ulteriori iniziative per aumentare la concorrenza in professioni regolamentate, nei trasporti, nella sanità e nei settori di vendita al dettaglio e nel sistema delle concessioni.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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