Perdita di momentum con aumento volatilita’

a cura di Stefania Basso

Commento settimanale sul mercato americano di Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock

Le azioni e le obbligazioni sono rimbalzate venerdì scorso dopo aver faticato per gran parte della settimana. Il Dow Jones Industrial Average è salito dello 0,93% e ha chiuso la settimana a 18,191 punti, l’indice S&P 500 ha realizzato +0,38% a quota 2,116 e l’indice Nasdaq Composite ha chiuso in modo piatto, scendendo dello 0,03% a 5.003 punti. Per quanto riguarda le obbligazioni il rendimento del treasury a dieci anni è salito dal 2,11% al 2,15% e il prezzo di conseguenza è sceso.

La settimana ha mostrato un forte aumento della volatilità, un movimento dettato in parte dal recente rialzo dei rendimenti dei bond. BlackRock stima ancora un incremento moderato per i tassi.

Con i risultati degli utili del primo trimestre in calo, gli investitori si stanno focalizzando ancora una volta sui dati macroeconomici e la Federal Reserve. I dati americani continuano ad essere misti, ad eccezione del rapporto ISM servizi che è risultato migliore delle attese. Il rapporto commerciale debole indica che la crescita del pil del primo trimestre potrebbe essere corretta al ribasso, da un aumento nominale a una lieve contrazione.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione USA è sceso a un minimo post-crisi del 5,4% e la crescita dell’occupazione è rimbalzata in aprile. Ma il resto del rapporto non ha mostrato risultati eclatanti. Gli USA hanno creato 223,000 nuovi posti di lavoro in aprile, in linea con le attese, ma il dato di marzo è stato rivisto al ribasso di circa 40.000 unità e le retribuzioni orarie sono state deboli, pari allo 0,1%, sotto le stime.

I dati di venerdì hanno fornito perlomeno una tregua temporanea per gli investitori in obbligazioni. I prezzi dei bond sono saliti e i rendimenti sono scesi perché le attese di un rialzo dei tassi da parte della Fed si sono spostate di nuovo in avanti. Secondo BlackRock la Fed aumenterà i tassi verso fine anno e le obbligazioni rimarranno sotto pressione.

L’aumento dei tassi nelle ultime settimane è coinciso con un aumento della volatilità sia per i titoli azionari sia per i bond. L’indice VIX, che misura la volatilità implicita dei titoli large cap americani – è salito oltre i 16 punti la scorsa settimana, segnando il massimo dell’ultimo mese. Sebbene ancora al di sotto della media di lungo periodo, la volatilità è rimbalzata di circa il 35% dall’inizio di maggio. L’indice MOVE – che misura la volatilità del mercato dei bond – è rimbalzato da 70 a 90, un movimento di circa il 30% in meno di due settimane.

L’aumento della volatilità ha implicazioni importanti per gli investitori. Non crea solo nervosismo ma il livello e la direzione della volatilità influenza anche la performance dello stile di investimento. Ad esempio lo stile di investimento momentum, che ha l’obiettivo di selezionare le azioni che meglio seguono il trend di mercato, è stato efficace in particolare negli ultimi anni, dato che la bassa volatilità favorisce questo tipo di stile. Ma nelle ultime settimane molti segmenti del mercato, che hanno tratto maggiore beneficio dallo stile momentum, come le aziende biotecnologiche e le compagnie social media, sono stati quelli più colpiti. Ad esempio dal picco di aprile, l’indice Nasdaq Biotech è sceso di circa il 10%, un calo molto più sostenuto rispetto al mercato più ampio. La perdita di momentum impatta sulla fiducia degli investitori. La scorsa settimana gli investitori hanno disinvestito più di 11 miliardi di USD dagli ETF large cap USA.

Dato che la volatilità rimane al di sotto della media di lungo periodo, il processo potrebbe continuare. Questo significa che gli investitori potrebbero voler ridurre la loro esposizione alle strategia momentum e aumentare la posizione in segmenti del mercato azionario più orientati al valore. Un esempio: le società petrolifere integrate. Malgrado il rally del 5% dai recenti minimi, l’industria scambia ancora quasi al 40% di sconto rispetto allo S&P 500 (sulla base del prezzo-valore), il massimo dal lontano 1995.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.