Periodo nero non altera lo scenario macro

Malgrado i fermenti in Grecia e Cina, l’economia globale non si discosta dai livelli di inizio 2015. Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock

a cura di Stefania Basso

Nonostante la settimana più calda degli ultimi mesi le azioni e le obbligazioni hanno chiuso la settimana senza variazioni di rilievo. L’indice Dow Jones Industrial Average è salito dello 0,17% a quota 17.760, lo S&P 500 è rimasto invariato a 2,076 punti e l’indice Nasdaq Composite ha perso lo 0,22% chiudendo la settimana a quota 4.998. Anche il rendimento del treasury decennale è rimasto sostanzialmente piatto, salendo lievemente dal 2,39% al 2,41% e i prezzi di conseguenza sono scesi.

Con i fermenti di Grecia e Cina a livello globale i titoli hanno seguito un andamento divergente la scorsa settimana: l’Europa con segno positivo, gli Stati Uniti su livelli piatti e l’Asia in negativo. Entro la fine della settimana scorsa il mercato azionario cinese è rimbalzato e si è profilato un accordo tra la Grecia e i suoi creditori. La possibilità di un’intesa con la Grecia è stata positiva per le azioni europee, con i titoli bancari che hanno realizzato la performance migliore.

I titoli asiatici invece hanno visto una settimana negativa, con vendite massicce in Giappone, Hong Kong e Sud Corea in sintonia con la Cina. I mercati americani hanno chiuso una settimana volatile senza variazioni di rilievo. Le utility sensibili alle variazioni dei tassi sono salite per la propensione degli investitori verso gli “attivi rifugio”, mentre le aziende del settore energetico sono scese a causa del calo dei prezzi del greggio. Le rotazioni della scorsa settimana hanno spinto la volatilità del mercato azionario ai massimi degli ultimi cinque mesi.

Come i titoli anche le obbligazioni hanno chiuso la settimana volatile senza grandi variazioni. Il rendimento del treasury decennale USA è sceso al 2,19% ma ha chiuso la settimana su livelli pressoché invariati, al 2,41%. I rendimenti a breve termine hanno seguito un andamento simile.

Le materie prime sono state la classe di attivo che ha sofferto di più. Le perdite sono state guidate da tassi di interesse reali più elevati (cioè al netto dell’inflazione), dai timori di un crollo dei titoli cinesi e dalla generale preoccupazione sulla crescita globale (con le stime abbassate nuovamente dal Fondo Monetario Internazionale).

Nonostante la drammaticità, gli interventi ufficiali e i vertici notturni, i mercati e l’economia globale sono rimasti sulla traiettoria di inizio 2015. La crescita è lenta ma positiva, l’inflazione contenuta, i tassi moderatamente più alti e il dollaro più solido.

Anche i mercati finanziari hanno seguito un andamento piuttosto prevedibile: la volatilità è salita, i titoli americani sono rimasti piatti o leggermente positivi, i mercati azionari più convenienti ex USA (in particolare Giappone ed Europa) hanno realizzato buoni rendimenti, i prezzi delle obbligazioni sono scesi moderatamente e le commodity sono rimaste su livelli deboli.

In questo contesto sono due i temi che domineranno la seconda metà dell’anno. Primo, l’attenzione potrebbe tornare agli Stati Uniti, nello specifico alla Fed. La Banca centrale americana sta seguendo con attenzione gli avvenimenti in Europa e Cina e i commenti del Presidente, Janet Yellen, della scorsa settimana hanno confermato che l’intenzione del Comitato sarà quello di iniziare ad aumentare i tassi quest’anno.

Secondo, tra i mercati internazionali, il Giappone potrebbe sovraperformare. Anche se i titoli azionari americani faranno meglio dei bond, come è successo da inizio anno, la combinazione tra le valutazioni relativamente care, la solidità del dollaro e la Fed, pronta ad aumentare i tassi, sta tenendo a freno il rialzo.

In Europa gli eventi hanno assunto un ruolo costruttivo lunedì mattina con il possibile accordo tra la Grecia e i leader europei che potrebbe evitare l’uscita della Grecia dall’euro, anche se l’accordo contiene molte disposizioni onerose e deve ancora essere approvato dal Parlamento greco. Secondo BlackRock, anche in caso di Grexit, la BCE possiede gli strumenti necessari a gestire un possibile contagio sugli altri paesi europei. I mercati obbligazionari in Italia, Spagna e Portogallo hanno subito perdite moderate anche quando l’uscita della Grecia dall’Euro sembrava quasi certa la scorsa settimana. E nonostante gli eventi della scorsa settimana, i mercati azionari giapponesi mantengono uno slancio positivo, in rialzo del 12% da inizio anno e valutazioni ragionevoli, con il rapporto prezzo-valore sul Topix pari a quasi la metà rispetto ai livelli USA. Malgrado i fermenti esteri, le opportunità di investimento più interessanti rimangono su base internazionale.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.