Petrolio in buona correzione

Continuano le vendite di dollari, in maniera tra l’altro molto tecnica e senza che si stiano verificando correlazioni particolari tra valutario e borse, con le materie prime che hanno seguito il movimento del biglietto verde, in particolare sul petrolio. Fxcm

Se ci concentriamo su quest’ultimo, abbiamo raggiunto i target di 57.00, dopo la rottura a rialzo sulla quale abbiamo ragionato nel corso dell’ultima decina scarsa di giorni. I minimi crescenti dei i massimi crescenti che hanno accompagnato i prezzi fino all’importante resistenza di 54.00 dollari al barile sono infatti stati propedeutici alla rottura di tale livello, andando a generare acquisti dovuti sia all’esecuzione degli ordini di stop loss dei trader che si sono messi corti sulle resistenze, sia a quella di stop entry di chi ha voluto lavorare in breakout, acquisti che hanno accompagnato le quotazioni verso i livelli statici precedenti e che potrebbero portare a tentativi di estensioni ulteriori con target posti tra 58.50 e 59.00. Ribadiamo ancora una volta l’importanza dell’individuazione delle nuvole di ordini, le quali, una volta colpite, portano alla partenza di movimenti importanti, queste le logiche che guidano le nostre analisi.

Tornando al valutario non abbiamo grosse novità di sorta. Stiamo infatti assistendo alla continuazione, come ipotizzato, delle prese di profitto sul fronte dollaro americano, con ottime performance tecniche delle major che stanno rispettando molto bene livelli sia statici che dinamici, soprattutto nell’intraday, fornendo buone possibilità operative da poter sfruttare con un occhio puntato alle correlazioni intra market sul biglietto verde (ancora in studio da parte nostra e non utilizzate a livello operativo per sfruttare disallineamenti temporali di partenza di movimento tra le valute principali quotati contro dollaro) ma rimanendo concentrati sui singoli strumenti da lavorare tecnicamente, a meno che vengano rilasciati dati importanti in America.

Ed oggi potrebbe essere proprio questo il caso, con le comunicazioni sull’inflazione che ci arriveranno alle ore 14.30, rilevazioni che potrebbero portare a buoni aumenti di volatilità proprio a causa del fatto che esse risultano delle osservate speciali per la Federal Reserve, che sappiamo voler valutare inflazione e disoccupazione su tutto, prima di decidere di normalizzare la politica monetaria a stelle e strisce (essendoci ancora delle aspettative non all’unisono sugli orizzonti temporali relativi ai primi rialzi di tasso). Inflazione in pubblicazione anche per l’Eurozona alle ore 11.00 (dato che potrebbe non risultare un forte market mover a meno di sorprese importanti che riteniamo poco probabili) ed in Canada, una divisa molto tecnica soprattutto contro il dollaro, da seguire con attenzione alle 14.30.