Petrolio, nel settore trasporti rimane importante

David Moss, managing director, Co-Head of Global Equities di Bmo Global Asset Management, interviene all’inchiesta di Fondi&Sicav dedicata al mercato petrolifero

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"Nel breve periodo la domanda di petrolio rimarrà robusta", commenta Moss, Bmo Global Am
“Nel breve periodo la domanda di petrolio rimarrà robusta”, commenta Moss, Bmo Global Am

Qual è la vostra view sul mercato petrolifero? Credete che il trend ascendente delle quotazioni del barile sia destinato a continuare, a stabilizzarsi o a subire un’inversione?

E’ difficile anticipare i movimenti del prezzo del petrolio dato che è guidato da diversi fattori che non hanno nulla a che vedere con i fondamentali alla base della domanda e dell’offerta – politica in primis. Anche se guardiamo semplicemente alla struttura dell’offerta il contesto non è chiaro a causa dell’influenza dell’Opec e dei diversi obiettivi dei suoi membri.

Nel lungo periodo sembra evidente che il crescente impiego di energie rinnovabili ridurrà il consumo di combustibili fossili ma, nonostante la rapida crescita di veicoli elettrici, il petrolio rimarrà ancora per molto tempo importante nell’ambito dei trasporti. Nel breve periodo la domanda rimarrà robusta, le sanzioni ridurranno la produzione iraniana, quella Venezuelana continua a restringersi e la produzione americana di olio di scisto risulta attualmente vincolata dal collo di bottiglia del bacino Permiano. Questi fattori suggeriscono che il prezzo del petrolio si manterrà intorno ai livelli attuali, muovendosi in un range compreso tra i 60 e gli 80 dollari.

Quale ritenete sia -in questa fase- il modo più appropriato per esporsi alle opportunità e ai rischi connessi all’investimento nel settore petrolifero?

Il business più esposto è quelle delle grandi società petrolifere come Royal Dutch, Total o Eni, che sono state tra le più performanti dato che il prezzo del petrolio è cresciuto. Tuttavia avevano subito forti ribassi in precedenza e solo dopo aver accusato seri problemi di redditività hanno iniziato a ridurre le spese e a favorire flussi di cassa necessari per pagare i dividendi senza ricorrere a ulteriori finanziamenti. Il problema che vediamo in queste società come investimenti è che anche se per ora il quadro sembra positivo il dato del Roe rimane altalenante e non crediamo che le spese in conto capitale vengano tenute sotto controllo ancora a lungo.

Ci sono tuttavia diverse società legate al petrolio che hanno una forte posizione di mercato e che generano cassa e ottimi risultati attraverso tutto il ciclo. Tra queste spiccano le società di servizi come Weir Group e Tgs Weir è fornitore sia per il settore gas e petrolio sia per l’industria mineraria, principalmente grazie a strumenti per il pompaggio. È particolarmente importante il loro essere leader di mercato nei bacini di olio di scisto Usa con le più grandi installazioni e rete di servizi. Questo vuol dire che beneficiano di importanti entrate legate a manutenzione e pezzi di ricambio, oltre a una crescente domanda di attrezzatura per perforazioni. Tgs è la più grande società multi cliente a livello mondiale del settore sismico e la loro unicità ha fatto sì che riuscisse a generare cassa e a pagare i dividendi quando i concorrenti erano impegnati a sopravvivere.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.