Piazza Affari in netto rialzo

Piazza Affari tonica in avvio con il Ftse Mib che guadagna il 2,49%. Wall Street: seduta del Black Friday negativa, appesantita dal crollo dei prezzi del petrolio. In Giappone l’indice Pmi manifatturiero è sceso

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Piazza Affari parte in netto rialzo, con il Ftse Mib che balza del 2,49%. Vola il settore bancario, su flessione spread: Banco Bpm +5,8%, Intesa Sanpaolo +5,2% e Bper Banca +15,1%. Rimbalza Saipem (+3,6%), dopo il crollo di venerdì. Bene anche Leonardo e STM a +2,2%.

Dal governo arrivano i primi segnali di disponibilità a un abbassamento del target del 2,4% del rapporto deficit/Pil del 2019, che secondo una fonte potrebbe essere discusso in una riunione stasera a Palazzo Chigi. Il vice ministro Salvini ha infatti dichiarato che se la manovra è in grado di far crescere il Paese, i decimali possono passare in secondo piano.

Atlantia (EUR 18,24): il governo è convinto che la norma che esclude la società Autostrade per l’Italia dalla ricostruzione del Ponte Morandi di
Genova, dopo il crollo del 14 agosto, reggerà a un eventuale ricorso legale;

Banca Carige (EUR 0,0016): secondo Il Corriere della Sera di domenica, che cita fonti vicine alla banca, giovedì si riunisce il Cda per l’approvazione del piano di conservazione del capitale che dovrà essere presentato alla Bce il giorno successivo;

ENI (EUR 14,06): è fra le società in corsa per la quota, valutata fino a USD 8 mld, nel ramo raffinazione dell’azienda petrolifera statale di Abu Dhabi, scrive Bloomberg;

TIM (EUR 0,55): Cdp si candida a essere il primo azionista della società che nascerebbe dalla casa comune delle reti di Telecom e Open Fiber,
scrive Repubblica di sabato. Secondo Il Sole 24 Ore però, c’è un problema tecnico dell’opzione di scissione forse non superabile: la rete è l’unico asset fisico a garanzia del debito di Tim e trasferire anche solo parte del debito sulla società dei servizi con garanzia della rete nella casa madre farebbe scattare le clausole dei prestiti che impongono il rientro immediato.

Wall Street archivia la seduta accorciata del Black Friday in territorio negativo appesantita dal crollo dei prezzi del petrolio che ha penalizzato i titoli Oil e da un clima di nervosismo per i possibili sviluppi delle relazioni Usa-Cina al G20 di questa settimana. Il Dow Jones e il Nasdaq 100 sono scesi dello 0,73%, mentre l’S&P 500 dello 0,66%, con volumi sottili per la seduta semifestiva che ha seguito la chiusura del Thanksgiving Day. Il forte calo delle quotazioni petrolifere incide negativamente sulle major dell’oro nero: Exxon Mobil cede il 2,68% e Chevron il 3,38%. Ribassi consistenti anche per le società di servizi del settore come Schlumberger (-2,73&), Halliburton (-3,85%) e Marathon Oil (-4,63%). Nel giorno del Black Friday, positivo il colosso retail Walmart che guadagna lo 0,99%, mentre Amazon, che nell’ultima trimestrale aveva annunciato vendite per gli ultimi mesi dell’anno in flessione rispetto all’anno scorso, cede lo 0,97%.

Borse asiatiche positive. L’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in rialzo dello 0,76%, grazie soprattutto ai guadagni dei titoli del settore costruzione, che sono saliti dopo la notizia della vittoria, da parte della città di Osaka, della gara per ospitare il World Expo del 2025. Sentiment positivo anche a Hong Kong, che segna un rialzo dell’1,6%, mentre Shanghai è lievemente sotto pressione con -0,10%. Shanghai paga la cautela degli investitori in vista dell’incontro tra il presidente cinese Xi Jinping e il presidente Usa Donald Trump, in occasione dei lavori del G20 che si terranno il prossimo fine settimana a Buenos Aires, Argentina. La speranza è che passi in avanti vengano fatti per smorzare l’escalation della guerra commerciale.

Cambi: Eur/Usd a 1,1352. Il dollaro tiene i guadagni, in un mercato che cerca riparo nella valuta più liquida a livello mondiale a fronte dei timori di un rallentamento dell’economia globale e dei rischi legati alla disputa commerciale tra Usa e Cina.

Commodities: greggio a USD 51,13 al barile. Prezzi petroliferi in parziale risalita dopo la flessione di quasi otto punti percentuali della seduta
precedente. L’intonazione di fondo resta però debole, in un clima di cautela sottolineato dalle ampie vendite registrate da tutti i mercati la settimana scorsa.

Obbligazionario: futures bund dicembre in calo in apertura di 17 tick a 160,93 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 293 pb, con il
rendimento del nostro decennale al 3,27%.

Macroeconomia: in Giappone, la stima flash dell’indice Pmi manifatturiero, si è attestata a 51,8 punti, in netto calo dal picco da sei
mesi registrato in ottobre a 52,9: si tratta della rilevazione più bassa da novembre del 2016, sebbene l’indice si conferma per il ventisettesimo
mese consecutivo sopra la soglia dei 50 punti. In Germania l’indice Ifo, che misura la fiducia degli imprenditori tedeschi, scende a 102 punti contro i 102,9 punti di ottobre, dato rivisto da 102,8 punti. Il mercato indicava un dato pari a 102,3 punti.