Pictet AM: “In Giappone, rischio valutario da tenere sotto controllo”

Il contributo di Fabrizio Santin, investment manager di Pictet Asset Management, all’inchiesta di Fondi&Sicav sull’azionario Giappone

Pictet

Molti osservatori credono che il listino azionario nipponico sia tra quelli meglio posizionati nel breve-medio termine.  E’ solo il mantenimento del Qe da parte della BoJ a suffragare quest’ipotesi o credete ci siano altri validi motivi per investire a Tokyo?

Il listino giapponese è quello che ha sofferto maggiormente durante i primi mesi del 2017, in buona parte a causa dell’apprezzamento dello yen rafforzatosi in virtù della discesa dei rendimenti obbligazionari americani, passati in poche settimane a marzo, dal 2.6% al 2.2% sul benchmark decennale. Nonostante questo vi sono segnali positivi provenienti dal Giappone: revisioni al rialzo degli utili delle imprese e pressioni salariali (e incremento della produttività) sono segnali che le politiche reflazionistiche stanno iniziando a sortire effetti positivi. Il punto fondamentale consiste nel rimettere in moto la macchina degli investimenti in Giappone: le imprese stanno iniziando a reinvestire i cash flows accumulati nel corso degli ultimi 20 anni, i primi segni si osservano nei dati relativi ai programmi di riacquisto delle azioni e distribuzione dei dividendi (in aumento). La correzione delle ultime settimane può fornire un interessante livello d’ingresso. Dal lato BoJ, non attendiamo nel breve termine cambiamenti nella conduzione della politica monetaria: l’ancoraggio del rendimento sul benchmark decennale allo 0% (tramite offerta di acquisto di quantità illimitate di bond), è risultata finora strategia efficace nell’isolare i tassi d’interesse giapponesi dalle pressioni rialziste – parzialmente rientrate nelle settimane recenti – manifestatesi dall’autunno scorso sui principali mercati obbligazionari mondiali.

A vostro giudizio, quali settori del listino giapponese offrono le migliori opportunità e quanto potrebbe pesare il rischio valuta sulle chance di successo di un investimento in azioni giapponesi effettuato da un investitore europeo?

Il rischio valutario è un elemento fondamentale da tenere sotto controllo. La valuta giapponese, infatti, si comporta da valuta rifugio, rafforzandosi durante le fasi di correzione degli attivi rischiosi. Con l’attesa che i rendimenti delle curve obbligazionarie dei mercati “core” risalgano in linea con previsioni espresse dalla Fed e, in prospettiva, dalla Bce, ci sembra interessante una posizione in acquisto di azionario giapponese con copertura del rischio di cambio: l’aspettativa di curve di rendimento più ripide (inclusa quella giapponese) dovrebbe aiutare i titoli bancari e indebolire lo yen. Un altro comparto che ha sofferto a dismisura – ancora una volta in conseguenza della forza dello yen – è quello degli esportatori: l’indice Topix Auto perde oltre dieci punti percentuali da inizio anno e ci sembra questo un buon punto di ingresso in termini assoluti e in vista di un recupero della sottoperformance del settore.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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