Pictet: “Aumentiamo allocazione su Europa malgrado rischio politico”

Prosegue l’inchiesta di Fondi&Sicav sulle incertezze politiche dell’Eurozona con il contributo di Fabrizio Santin, portfolio manager di Pictet Asset Management 

Pictet

Le incertezze legate alle prossime elezioni politiche che si terranno in alcuni paesi dell’eurozona, stanno penalizzando solo i titoli di stato francesi e quelli dei paesi ‘periferici’.  Credete che la volatilità degli spread possa offrire opportunità di acquisto per i bond? Se sì, su quali duration?

I prossimi due mesi saranno all’insegna dell’incertezza e volatilità, con sondaggi diffusi periodicamente che forniranno una direzione a spread e listini azionari: i titoli di stato francesi trattano con dinamiche proprie dei paesi periferici, con il timore che un’eventuale vittoria del Fronte Nazionale di Marine Le Pen introduca il rischio di ridenominazione del debito francese da Euro a Nuovo Franco. Ovviamente i passaggi necessari perché tale scenario si manifesti sono numerosi e complessi, le tempistiche non immediate e lo scudo della Bce agirebbe da barriera tagliafuoco in una prima fase.
Tuttavia, riteniamo improbabile che prima della tornata elettorale il premio di rischio politico/ridenominazione si possa comprimere di molto rispetto ai livelli attuali. Secondo le nostre stime, riteniamo che il rischio di ridenominazione pesi per circa metà del recente allargamento dello spread francese e italiano contro il bund tedesco. Su questi livelli (70bp di spread per la Francia e 185bp per l’Italia) raccomandiamo un atteggiamento cauto sul debito sovrano francese; i livelli attuali dello spread riflettono probabilità ancora contenute di una vittoria della destra antieuropeista nel contesto di una classe d’attivo fondamentalmente cara.

Al contrario, i listini azionari hanno dimostrato una buona tenuta.  Le Borse del Vecchio Continente godono di fondamentali solidi, scontano una fase di maggiore crescita e recupero dell’inflazione o si tratta solo dell’effetto traino esercitato dai record di Wall Street?

I dati macroeconomici europei segnalano un netto miglioramento ciclico: nel corso dell’ultimo trimestre il Pil dell’area euro è cresciuto in linea con gli Usa (1.7% vs 1.9%) e i dati sugli indici Pmi inducono a cauto ottimismo. Il posizionamento degli investitori è estremamente sottopesato, con flussi marginalmente positivi, a differenza rispetto agli Usa dove da dopo le elezioni, vi è stato un importante afflusso sull’azionario.
Le migliori prospettive dell’economia sono riflesse nella revisione al rialzo da parte degli analisti degli utili per le imprese. Dal punto di vista tattico, stiamo incrementando la nostra allocazione sull’Europa, anche se siamo consapevoli che il rischio politico continuerà a pesare sugli indici. Una vittoria di Marine Le Pen al primo turno, magari con una percentuale vicina al 30%, potrebbe fornire un’ottima occasione d’ingresso sul mercato, con la speranza che non vi siano sorprese negative al ballottaggio del 7 maggio, in cui si dà per favorito il secondo arrivato del primo turno.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.