Pictet: “Bene i paesi con fondamentali in miglioramento come Marocco e Vietnam”

Andrew Grijns, senior client portfolio manager, Global Emerging Debt team di Pictet Asset Management, risponde all’inchiesta di Fondi&Sicav sul debito governativo emergente

Pictet

Gli EM bond in valuta forte, in valuta locale e societari hanno generato rendimenti totali praticamente identici nel 2016. In quali bond governativi – in valuta locale e in valuta forte – emessi dai paesi emergenti ritenete sia possibile trovare del valore in uno scenario internazionale in cui le scelte politiche nei paesi industrializzati potrebbero avere impatti considerevoli sull’andamento del mercato valutario?

Per quanto riguarda i titoli di stato dei paesi emergenti denominati in Usd quest’anno, tendiamo ad assumere una posizione selettivamente sottopesata su alcuni paesi di altissima qualità che hanno rendimenti bassi. Se i rendimenti dei treasury americani dovessero salire in modo sostenuto nel 2017, questo potrebbe influenzare negativamente la performance dei bond di quei paesi denominati in valuta forte (Usd), come ad esempio la Cina, la Slovacchia e il Cile. Tuttavia, i paesi con rendimenti più elevati, intorno o al di sotto dello status di investment grade, tendono a scambiare meglio sui loro fondamentali sottostanti. Noi cerchiamo infatti di sovrappesare alcuni paesi selezionati in quest’area, caratterizzati da fondamentali in miglioramento, tra i quali Marocco, Vietnam e Repubblica Domenicana.
Sul fronte delle valute emergenti, quest’anno siamo ottimisti, dato che molte valute appaiono sottovalutate, poiché si sono indebolite dalla metà del 2011 mentre i dati dei mercati emergenti hanno iniziato ora a stabilizzarsi o a migliorare e le esportazioni sono salite in maniera solida per la prima volta negli ultimi cinque anni. Prediligiamo i mercati che sono meglio isolati dalle possibili misure protezionistiche nell’ambito degli scambi commerciali degli Usa e che hanno mostrato un miglioramento della crescita come le Filippine, mentre cerchiamo di avvantaggiarci tatticamente del peso messicano che, a nostro avviso, potrebbe essersi indebolito al di sotto del valore fondamentale. Anche i bond in valuta locale sono attraenti, dato che sono un’asset class di titoli di Stato, investment grade, che offrono un rendimento intorno al 7%, mentre prevediamo in America Latina un ciclo di riduzione dei tassi di interesse, che è positivo per la compressione dei rendimenti.

Quanto rischiosa per i bond governativi emergenti potrebbe rivelarsi la normalizzazione dei tassi voluta dalla Federal Reserve?

Sono già stati prezzati almeno due rialzi dei tassi di interesse da parte della Fed e prevediamo che i rendimenti dei treasury americani rimarranno compresi tra il 2,5% e il 3% sul decennale quest’anno. Questo generalmente supporta i bond dei mercati emergenti. L’aumento dei tassi a dicembre 2015 e dicembre 2016 non ha avuto quasi alcun impatto sui rendimenti dei treasury americani, dato che erano già attesi dal mercato. Tuttavia, se i rendimenti dei treasury americani aumenteranno in modo assai più elevato sulla scia del fermento politico generato da Trump, oppure se il ciclo di rialzo dei tassi della Fed sarà più rapido delle attese, la situazione sarà negativa nel breve termine ma potrebbe presentare un’opportunità di acquisto per gli investitori. Quest’anno prevediamo che i dati economici globali, gli eventi politici e le possibili misure protezionistiche sul commercio da parte degli Usa avranno un impatto superiore rispetto a quello che avrebbe la Federal Reserve.

A vostro giudizio, quali altri rischi possono condizionare l’asset class nel 2017?

Sono cinque i rischi che ravvediamo per il 2017. Un ciclo di rialzo dei tassi negli Usa più rapido delle attese, un calo dei prezzi delle commodity e del petrolio, esiti elettorali imprevisti in Europa, come l’elezione di Marine Le Pen in Francia, la flessione della crescita globale e infine, le politiche commerciali protezionistiche Usa, quali la border tax.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
Advertisement