Pictet AM: ” Puntiamo sui titoli del settore tecnologico ed energetico”

Prosegue l’inchiesta di Fondi&Sicav sulle prospettive dell’azionario Europa con il contributo di Marco Piersimoni, senior portfolio manager di Pictet Asset Management

Pictet

Ritenete possibile un passaggio del testimone dalle Borse Usa a quelle europee nel corso del 2017 o resta sempre valido il detto ‘quando Wall Street ha la bronchite, i listini europei hanno già la polmonite’?

Il detto resta sempre valido ma non mi sembra particolarmente attuale. Direi che Wall Street non ha nemmeno il raffreddore visto che gli indici sono ai massimi storici. L’Europa soffre invece di malesseri cronici che non impediscono, di tanto in tanto, di godere di momenti di gloria. Potrebbe essere il 2017 uno di questi ? Non lo escludo, anzi! Pesano sull’Europa i rischi politici viste le scadenze elettorali e la faticosa trattativa su Brexit, mentre per quanto riguarda lo stato dell’economia e degli utili delle imprese le notizie sembrano migliori. Proprio quest’ultimo punto può risultare decisivo. Le attese degli analisti sono per una crescita degli utili europei di circa dieci punti percentuali nel 2017. Una sorpresa positiva di fronte a queste previsioni non è inverosimile, in virtù dello stato dell’economia, della debolezza del cambio e del possibile effetto base sugli utili del settore finanziario. Come punto finale favorevole all’Europa, occorre tenere presente il posizionamento degli investitori. Tutto si può dire sulle azioni europee tranne che siano state un investimento particolarmente “di moda” negli ultimi tempi. Un piccolo movimento rialzista può far quindi scaturire la necessità di acquisto da parte di tutti coloro rimasti senza esposizione al vecchio continente.

Quali sono i paesi europei  e i settori che – a vostro giudizio- presentano le migliori opportunità di performance nell’anno appena iniziato? Quali sono i motivi a supporto delle vostre preferenze?

Le scelte di paese e settore in Europa sono strettamente correlate. Le composizioni settoriali dei diversi listini infatti implicano un’allocazione settoriale molto chiara: ad esempio, la percentuale di industriali e finanziari è nel Dax e nel Ftse Mib completamente diversa. Al netto di queste importanti differenze settoriali, le scelte di paese dipendono in seconda battuta dal premio di rischio politico. Il primo paese a “liberarsi” di questo sarà l’Olanda, listino che si può guardare con interesse. Dal punto di vista settoriale, le preferenze sono invece per i titoli tecnologici e per i titoli del settore energetico. Nel primo caso, si punta sulle prospettive di crescita, mentre nel secondo caso prevale l’interesse per dividendi corposi.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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