Pimco: «Un contesto macro molto diverso»

Qual è la vostra lettura del contesto economico globale?

«Come indicato nel nostro ultimo Secular outlook, che si focalizza sulle prospettive per l’economia nei prossimi cinque anni, le autorità e gli investitori si dovranno confrontare con un contesto macroeconomico molto diverso rispetto a quanto osservato negli ultimi anni. Stiamo rapidamente lasciandoci alle spalle un decennio caratterizzato da crescita modesta ma stabile, inflazione moderata, volatilità contenuta e rendimenti dei mercati finanziari mediamente molto alti.  All’orizzonte si profila un trend di crescita più incerto e disomogeneo, che potrebbe essere caratterizzato da cicli economici di più breve durata e più divergenti fra i diversi paesi. A nostro avviso, non è difficile immaginare l’avvio di un ciclo molto importante di investimenti, soprattutto nel settore delle energie rinnovabili, della sostenibilità e della digitalizzazione. Tuttavia, quanto detto potrà essere accompagnato da squilibri tra la domanda e l’offerta di energia, con conseguenti pressioni sui prezzi, e da cambiamenti troppo ambiziosi e repentini del quadro normativo. Da tutto ciò ne consegue che l’inflazione, come la crescita economica, probabilmente diverrà più volatile nei diversi paesi e più divergente fra le varie regioni, amplificando anche le tensioni collegate alla percezione di una crescente disuguaglianza sociale, un problema che gli attori politici dovranno affrontare. In conclusione, è tempo di prepararsi ad affrontare l’“Epoca della trasformazione”».

Le attese legate all’inflazione continuano  a persistere  sul mercato. Quali strategie consigliate?

«L’inflazione è stata indubbiamente la grande variabile macroeconomica assente dell’ultimo decennio, ma la fiammata inflazionistica cui abbiamo assistito da inizio anno ha riacceso l’attenzione su questo tema. È dunque naturale che in questo contesto gli investitori si chiedano se i propri portafogli siano adeguatamente equipaggiati per navigare uno scenario di inflazione in ascesa. In tal senso, gli attivi reali possono essere preziosi alleati di portafoglio perché, a differenza di azioni e obbligazioni nominali, il cui valore tende a scendere in presenza di inflazione, possono apprezzarsi in tale contesto e quindi offrire protezione al portafoglio. L’offerta di Pimco nel mondo degli attivi reali spazia da soluzioni pensate per l’investimento in obbligazioni indicizzate all’inflazione a soluzioni pensate per l’investimento in materie prime, a strategie multi-asset che investono lungo l’intero spettro dei già citati  attivi reali». 

Intravede opportunità di trovare rendimento nell’asset class obbligazionaria emergente e dei paesi sviluppati?

«In linea con il nostro ultimo outlook secolare, prevediamo un contesto d’investimento in cui le tendenze macroeconomiche, i fattori di cambiamento dirompente e gli alti livelli di debito determineranno una considerevole differenziazione fra regioni e settori e questa divergenza comporterà vincitori e vinti. In Asia, prospettive di crescita più robuste e mercati dei capitali in sviluppo verosimilmente offriranno valide opportunità d’investimento, nonostante i rischi associati al rallentamento della crescita in Cina e alle tensioni in corso. In particolare, crediamo che le valutazioni delle obbligazioni asiatiche high yield denominate in valuta forte oggi si attestino a livelli interessanti per effetto delle vicende idiosincratiche legate al mercato immobiliare cinese, che rappresenta circa un terzo del mercato high yield asiatico. A questi livelli, è naturale chiedersi se sia il caso di valutare un’esposizione a tale classe di attivo come allocazione tematica obbligazionaria che possa fungere da satellite rispetto a soluzioni obbligazionarie generaliste, con l’obiettivo di attingere alle fonti di rendimento offerte dal bacino obbligazionario asiatico. Riteniamo che l’attenta ricerca bottom-up e la prudente selezione del credito, che caratterizzano la nostra strategia per investire in quest’area, restino cruciali per chi voglia investire nel settore». 

I titoli governativi offrono delle opportunità? 

«Riteniamo che Pimco, in quanto gestore attivo, sia in grado di trovare opportunità nell’obbligazionario in qualsiasi scenario di mercato. Ciò vale per tutti i settori del reddito fisso, inclusi i bond governativi. A nostro avviso, è ora di superare la reticenza nei confronti del mercato obbligazionario indotta dal basso livello dei tassi d’interesse. A titolo esemplificativo, basti pensare che in Europa conviviamo con tassi di deposito negativi dal 2014 e il rendimento dei Bund tedeschi è sceso sotto lo zero per la prima volta a febbraio 2016: da allora, la performance annualizzata dei bund tedeschi è stata di circa l’1%, nonostante il rendimento a scadenza negativo. Tuttavia, nell’Epoca della trasformazione in cui i tassi d’interesse reali e nominali probabilmente resteranno ancorati su livelli bassi, riteniamo opportuno cercare di massimizzare le opportunità espandendo quanto più possibile l’universo d’investimento per attingere all’intero ventaglio di opportunità globali. Ecco che entrano in campo le nostre soluzioni obbligazionarie flessibili, come la strategia income. In particolare, questa strategia dispone di elevata flessibilità, sia nella definizione dell’allocazione settoriale, sia nella gestione della duration che può variare da un minimo di zero a un massimo di otto anni. Quest’ultimo aspetto rappresenta una leva gestionale a elevato valore aggiunto, perché ha storicamente permesso di navigare con resilienza scenari di rialzo dei rendimenti obbligazionari per certi versi simili a quello cui abbiamo assistito nel corso di quest’anno e che potrebbero continuare ad accompagnarci per i prossimi trimestri».

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