Pmi Italia e Spagna sorprendono al rialzo

a cura di Stefania Basso

Germania corretta al ribasso e Francia sale anche se rimane in territorio di contrazione. Credit Suisse

I PMI finali dell’attività manifatturiera dell’area euro di maggio sono rimasti ampiamente invariati a 52,2 punti, dalla stima flash di 52,3, rimanendo sopra 0,2 punti rispetto ad aprile.

La crescita è stata più elevata in Italia e Spagna, stimolata dall’aumento della crescita dell’occupazione e dagli ordini destinati all’esportazione, la Germania è stata corretta al ribasso mentre la Francia è salita parzialmente, anche se è rimasta in territorio di contrazione.

I PMI manifatturieri del Regno Unito sono saliti poco, in rialzo a 52,0 da 51,9 punti in aprile.

I PMI manifatturieri di Italia e Spagna hanno sorpreso ancora al rialzo, superando i PMI di Germania e Francia. La differenza tra la periferia e i PMI manifatturieri “core” ha toccato quasi il livello massimo storico. L’Italia è il motore guida dello slancio degli ultimi mesi. I nuovi ordini italiani hanno guadagnato quasi 10 punti dallo scorso dicembre.

Italia: l’indice headline è salito da 53,8 a 54,8 punti, la lettura più alta da aprile 2011. Il mese di maggio è stato il più solido da febbraio 2011. Anche il miglioramento dei nuovi ordini destinati all’esportazione è stato significativo, con l’indice in rialzo a 57,4 da 56,6 di aprile.

L’indice dell’occupazione ha realizzato ancora una buona performance, salendo a 54,8 a maggio da 54,4 punti di aprile, il dato più alto dall’inizio del 2011 e il secondo più alto dal 2000, sulla scia forse degli incentivi fiscali e della riforma del mercato del lavoro. Dallo scorso dicembre l’indice di occupazione italiano è salito di oltre 6,5 punti, evidenziando la buona riuscita delle riforme. Questo potrebbe supportare Renzi nei prossimi mesi, malgrado i risultati misti delle recenti elezioni regionali.

Per quanto riguarda l’inflazione, i prezzi dei fattori produttivi sono rimbalzati in modo sostenuto a 57,9 punti (+8,9 punti da gennaio) al livello più alto da marzo 2012, indicando il riemergere delle pressioni inflazionistiche, con l’aumento dei costi legato principalmente alla valuta debole. I prezzi alla produzione sono saliti a 52,2 da 52,1 punti. In generale i dati di maggio sono stati molto positivi, con l’indice headline che ha superato i paesi “core”.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.