Positivi i settori ciclici e i finanziari

Enguerrand Artaz, Cross Asset analyst, La Financière de l’Echiquier, risponde alle domande di Fondi&Sicav sugli investimenti azionari europei

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La maggior parte dei report delinea prospettive positive per l’equity europeo, tuttavia, al contrario di quanto accaduto per le Borse Usa, i listini europei non sono riusciti a recuperare le perdite accusate a febbraio. Come spiegate l’incapacità di accusare perdite più contenute rispetto agli Usa e la successiva debolezza nella fase di recupero?

Per un investitore in euro le performance generate, sia dalle azioni europee sia americane, erano praticamente identiche a fine marzo. Se si considerano i dividendi, l’EuroStoxx Large batte addirittura l’S&P 500. E’ importante tener conto della componente valutaria nell’ottica dell’investitore, dato che la forza dell’euro nei confronti del dollaro, ma anche delle altre valute, ha parzialmente condizionato le azioni europee e ne ha limitato il rimbalzo. In questo modo si spiega buona parte dell’apparente ritardo dei mercati in valuta locale.
La dinamica, innanzitutto, è diversa a seconda che si parli dell’Eurozona o del mercato europeo in genere. Nel secondo caso, il mercato britannico è stato determinante con una performance due volte peggiore del FTSE 100 rispetto all’EuroStoxx Large. Le incertezze sull’esito della Brexit, il rialzo dell’inflazione e il necessario irrigidimento della politica monetaria della Banca d’Inghilterra, con conseguenti condizioni finanziarie meno favorevoli, sono altrettante spiegazioni di questa sottoperformance. Sempre di più saremo chiamati a dover ragionare diversamente a seconda che ci si riferisca al mercato europeo o a quello dell’Eurozona.
Inoltre, nel corso del primo trimestre molti sono stati i buy back negli Stati Uniti che hanno sostenuto i mercati americani. Tra l’altro, il beta tradizionalmente superiore del mercato europeo ha indotto alcuni importanti investitori internazionali a “vendere” il mercato europeo per coprirsi di fronte a un ribasso del mercato.

Quali sono i Paesi e i settori dell’equity europeo che ritenete siano in grado di offrire performance positive nell’attuale scenario globale (caratterizzato dalla forza dell’euro e dai timori per un’ondata di protezionismo)?

Nel nostro scenario non trovano posto né una guerra commerciale, né un ritorno in massa del protezionismo a breve termine. Riteniamo che il punto principale sia costituito dall’inflazione e dalla progressiva risalita dei tassi a lungo termine, negli Stati Uniti prima e nell’Eurozona poi. Del resto, lo scenario di una crescita mondiale solida, alimentata dai Paesi emergenti, rimane valido. Ne consegue che continuiamo a privilegiare i settori ciclici e finanziari, oltre alle tematiche legate alle economie emergenti, come il lusso.
Se verrà accreditata la tesi di una forte pressione esercitata dalle misure protezionistiche bisognerà orientarsi di più verso i titoli prettamente domestici e, tra l’altro, le piccole e medie capitalizzazioni, ed evitare la Germania il cui modello economico sarebbe il primo a soffrire di una guerra commerciale.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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