Posizione neutrale sul Kenya

A cura di Stefania Basso

Outlook economico influenzato negativamente dai deficit gemelli. Positivi invece il calo dell’ inflazione e l’allentamento delle condizioni monetarie. City of London

Le revisioni dei dati del pil alla fine dello scorso anno sono state meno forti rispetto a quelle di altre nazioni africane. Il pil del 2013 è stato corretto al rialzo del 25,3% e l’agricoltura ha rappresentato ancora un quarto della produzione economica. Alcuni cambiamenti sono stati significativi: 1) il contributo del settore manifatturiero è salito all’11,3%”; 2) i settori esclusi in precedenza (come l’immobiliare e l’IT) ora rientrano nel calcolo e 3) il tasso di crescita medio per il 2011-13 è stato corretto al rialzo dal 4,6% al 5,4%.

Le revisioni hanno generato il calo dei dati del doppio disavanzo (conto corrente e conto fiscale). Ma il disavanzo di conto corrente è stato pari all’8,8% del pil nel 2011-13, ancora più del doppio rispetto al livello pre-crisi. Il deterioramento forse è stato causato dall’aumento della minaccia terroristica, che ha causato l’afflusso di un numero minore di turisti, un andamento che, secondo gli esperti, potrebbe perdurare. Il deterioramento dei conti esteri potrebbe aggravarsi per l’inversione di tendenza dei flussi di capitale a breve termine degli ultimi anni, fonte principale del finanziamento del disavanzo del Kenya.

Anche il deficit fiscale è problematico. L’implementazione della nuova costituzione approvata nel 2010 indica un maggiore potere d’acquisto per le 47 contee, generando un possibile aumento della spesa in conto capitale. Le revisioni del pil indicano che se in passato il gettito fiscale nell’Africa sub sahariana era molto alto, il nuovo dato rispecchia quindi un quadro meno positivo: il 19,2% del pil è sotto la media regionale. Tali fattori potrebbero mantenere elevato il disavanzo fiscale, intorno al 6,2% del pil quest’anno.

Nota positiva: i prezzi al consumo sono aumentati del 5,5% anno su anno a gennaio, il tasso più basso degli ultimi 18 mesi e in ribasso dal 7,2% dell’anno precedente. Il tasso potrebbe scendere ulteriormente per il calo del prezzo del petrolio, in discesa del 47% in scellini kenioti da giugno. Il contesto ha permesso alla banca centrale del Kenya di mantenere i tassi all’8,5%. A gennaio la banca centrale ha tagliato il tasso di riferimento (KBRR) all’8,54% dal 9,13%. Grazie anche al calo dell’inflazione la crescita del pil potrebbe accelerare al 5,8% quest’anno, da una stima del 5,3% per il 2014.

Il mercato azionario del Kenya ha sovraperformato i mercati di frontiera del 21,7% negli ultimi sei mesi. La politica monetaria accomodante e il calo del costo della vita dovrebbero continuare a supportare l’economia ma preoccupa ancora il disavanzo gemello. Per questo motivo City of London mantiene una posizione neutrale.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.