Prime minute della BCE

Le Borse sono rimaste sostenute e su livelli di massimo durante la giornata di ieri, una giornata che ha visto la pubblicazione delle prime minute da parte della BCE. Fxcm

Come sappiamo infatti, a partire da quest’anno la BCE spalmerà le diverse riunioni del board direttivo non su base mensile, ma una volta ogni sei settimane, per poi far seguire ai vari meeting la pubblicazione degli statement relativi alle decisioni prese, come fatto ieri. Nessuna novità o differenza sostanziale rispetto a quanto comunicatoci durante la conferenza stampa tenuta da Draghi dopo la decisione dell’istituto di Francoforte di procedere con il piano di QE, una misura definita come l’unica rimasta in grado di apportare uno stimolo monetario importante ed efficace nell’area euro, al fine di raggiungere l’obiettivo della stabilità dei prezzi nel medio periodo.

Un obiettivo che, secondo alcuni membri del consiglio direttivo, avrebbe potuto essere raggiunto decidendo di acquistare titoli di stato soltanto dei Paesi a più alto rating (si sarebbero esclusi i Paesi del sud Europa, Spagna ed Italia sopra tutti) al fine di bilanciare costi e benefici di questa nuova politica di stimolo. Un obiettivo che, sempre secondo alcuni membri, si sarebbe potuto raggiungere anche senza varare, almeno per il momento, un vero e proprio piano di allentamento monetario, una politica di wait and see sarebbe stata più adeguata (il QE secondo tali membri deve essere utilizzato soltanto di fronte a situazioni definite come d’emergenza), pur essendo stata riconosciuta da tutti la legalità delle mosse che infine sono state decise.

Una decisione presa non all’unanimità ma che è stata ampiamente condivisa. La reazione del mercato è stata latitante, come era lecito attendersi, in quanto tutte le comunicazioni che sono andate a confermare o a disattendere le aspettative che si erano create prima del meeting del 22 gennaio erano state passate al mercato tramite la conferenza stampa. Le borse hanno, come visto, continuato a mantenersi su livelli di massimo mentre non abbiamo assistito a movimenti particolari né sull’euro, né tantomeno sul dollaro che continua a mostrare gradi di decorrelazione importanti nel momento in cui vengono rilasciati dati che non riguardano nello specifico l’economia americana. Per quanto concerne la giornata di oggi avremo alle ore 9.30 la pubblicazione dei dati sui PMI (manifatturiero e dei servizi) per quanto riguarda l’area euro, dati che non dovrebbero muovere molto il mercato a meno di importanti scostamenti dalle previsioni poiché la situazione europea è ben percepita da investitori ed operatori, pubblicazioni seguite dalle vendite al dettaglio inglesi alle ore 10.30 (queste potrebbero invece portare ad aumenti di volatilità, pur non legando le nostra aspettative ad una reazione congruente con i dati ma soltanto ai livelli tecnici, dopo i movimenti cui abbiamo assistito post minute BoE) per concludere la giornata con il PMI manifatturiero degli Usa, un quarto d’ora prima delle ore 16.00. Il market mover più importante potrebbe però essere rappresentato dal meeting straordinario dei ministri delle finanze dell’area euro, che alle ore 15.00 affronteranno l’annoso discorso greco, sul quale faremo il punto settimana prossima.