Pro e contro l’oro

A cura di Rocki Gialanella

Quali fattori hanno affossato la quotazione del metallo giallo? E quali potrebbero trasmettergli nuova linfa?

Il prezzo dell’oro è uscito da una lunga fase di letargo ed ha ripreso il sentiero ribassista che ne ha caratterizzato l’andamento negli ultimi anni. I futures sul metallo giallo sono scivolati sui livelli più bassi degli ultimi otto mesi e l’oncia è scesa sotto quota 1,140 usd.Nell’immediato, i due fattori scatenanti per questa nuova accelerazione al ribasso della quotazione dell’oro sono stati l’allontanamento dell’ipotesi Grexit e le dichiarazioni di Janet Yellen sul ritocco al rialzo dei tassi Usa entro la fine dell’anno. Il nuovo piano di salvataggio destinato alla Grecia ha riportato la calma sull’area euro ed ha convinto gli investitori ad archiviare la fase di avversione al rischio che si era impossessata del sentiment nelle ultime settimane. L’oro ha nuovamente abbandonato la sue veste di bene rifugio per eccellenza. Il secondo fattore, il rafforzamento del biglietto verde in scia ad un più che probabile aumento dei tassi Usa, non ha mai rappresentato una buona notizia per il metallo giallo.

Se le nostre osservazioni prendono come riferimento un arco temporale più lungo, la loro sostanza tende a cambiare. Nonostante il progressivo aumento della domanda cinese, russa e asiatica in generale, l’oro accumula un eccesso di offerta dal 2009 che ha raggiunto il suo massimo nel 2010 (20 mln di once in più rispetto all’offerta). La tendenza è che l’offerta segua l’evoluzione della domanda. Negli ultimi anni, le società minerarie hanno ridotto la capacità in eccesso e tagliato i costi di estrazione di almeno il 25%. L’ultima analisi trimestrale del World Gold Council mostra un mercato moderatamente equilibrato tra la domanda e l’offerta, tuttavia, l’offerta potrebbe ripartire nel caso di nuovi strappi della domanda.

Altri elementi che fanno pensare che un’analisi della recente caduta delle quotazioni sia da addebitare a fatti del passato piuttosto che a eventi recenti, sono i seguenti:
Il mercato degli Etfs focalizzati sull’oro si era quintuplicato tra il 2006 e il 2012.
La percezione di una crisi finanziaria senza fine aveva alimentato i flussi d’investimento in oro. Oggi il rischio sistemico non trova più spazio nelle menti degli investitori.
La ricerca di una protezione contro un crollo generalizzato dei mercati ha pilotato le sue quotazioni verso livelli prima impensabili.
Il mercato si aspettava che i vari QE avrebbero innescato profonde svalutazioni (in parte si sono verificate perché dollaro Usa e sterlina hanno perso tanto negli anni post inizio crisi) ed elevati tassi d’inflazione (cosa che non è avvenuta). Quando si è capito che stampare 19.200 mld di Usd si è rivelata una mossa deflazionista più che inflazionista, il sentiment nei confronti dell’oro è cambiato.

E per il futuro? Ci sono due fattori che, se si materializzeranno, potrebbero dare nuova linfa alle quotazioni dell’oro. In primis, il rischio, dopo le cadute dell’ultimo mese e mezzo, di un tracollo dei mercati azionari cinesi. Questo evento sposterebbe i risparmi dei cinesi ( e sono tanti) verso assets considerati rifugio come l’oro. Un dato su tutti: il volume di oro depositato presso lo Shanghai Gold Exchange durante le prime quattro sessioni di luglio è stato sei volte superiore alla media degli ultimi anni. I volumi di oro negoziati a giugno sono stati del 20% superiori a quelli registrati nello stesso mese del 2014.

Il secondo fattore che potrebbe spingere al rialzo l’oro sono gli acquisti effettuati dalle banche centrali. Negli ultimi dieci trimestri, le banche centrali sono stati acquirenti netti di oro (anche se i volumi sono stati bassi). La banca centrale più dinamica in tal senso è stata quella russa: nel primo trimestre del 2010 le sue riserve d’oro ammontavano a 676 tonnellate”; nel primo trimestre del 2015 la quantità era quasi il doppio. La Russia non è l’unico paese ad accumulare oro. Anche la Turchia si sta muovendo in quella direzione. Russia e Turchia sono due casi particolari perché, quando un paese si trova ad affrontare una crisi, la sua banca centrale reagisce accumulando oro per aumentare la credibilità che l’evoluzione della sua economia non riesce ad apportare.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.