Puntare sulle obbligazioni corporate: elementi tecnici, fondamentali e valutazioni

Outlook obbligazionario a cura del team M&G Retail Fixed Interest

Anche se i mercati obbligazionari hanno generalmente offerto solidi rendimenti nel 2014, il team obbligazionario di M&G ritiene che tre fattori chiave di grande attualità stiano mettendo in luce il valore ancora in offerta nei mercati del credito. Ci stiamo più precisamente riferendo a caratteristiche tecniche di mercato incoraggianti, fondamentali allettanti in un mondo di inflazione contenuta, e valutazioni interessanti in quanto gli spread di credito si stanno allentando rispetto ai minimi raggiunti nel 2014.

L’allentamento quantitativo dà impulso alla caccia al rendimento

Negli ultimi mesi gli ingenti programmi di stimolo da parte della Banca Centrale Europea (BCE) e della Banca del Giappone (BoJ) hanno occupato una posizione di primo piano nel vivace contesto macroeconomico per i mercati obbligazionari internazionali. Entrambe le banche centrali stavano reagendo alle prospettive di crescita modesta e inflazione in Europa e Giappone, espandendo in maniera aggressiva le loro misure di allentamento quantitativo, con conseguenze importanti per gli investitori obbligazionari.

I rendimenti dei titoli di Stato, già pari o prossimi ai minimi storici, sono stati spinti ulteriormente al ribasso, in prospettiva di questi programmi di acquisto di bond da parte delle banche centrali. Di fatto, in Europa i rendimenti sono persino scesi in territorio negativo nei segmenti a più breve termine del mercato obbligazionario governativo tedesco.

Il team obbligazionario di M&G è dell’avviso che questo contesto possa offrire un valido impulso, a livello tecnico, verso altre aree dei mercati obbligazionari. Ciò deriva dall’enorme espansione del bilancio “”combinato”” di Federal Reserve, Banca d’Inghilterra, BCE e BoJ, come conseguenza dei loro rispettivi pacchetti di QE. Queste “”quattro grandi”” banche centrali rappresentano effettivamente una nuova e considerevole classe di investitori, ed è probabile che il bilancio combinato continui a crescere in seguito alle ultime operazioni di BCE e BoJ. Principalmente per via degli acquisti della BCE, i mercati dei titoli di Stato dell’Eurozona si trovano ad affrontare una riduzione particolarmente accentuata dell’offerta netta nel 2015, che dovrebbe contribuire a mantenere ridotti i rendimenti.

Non solo quest’attività di QE ha soffocato i rendimenti dei titoli di Stato, ma il numero di asset governativi, i cui rendimenti sono divenuti negativi, ha continuato a salire costantemente a partire dal quarto trimestre dello scorso anno. Alla fine di gennaio di quest’anno, le dimensioni totali di questi asset avevano raggiunto oltre 2,5 trilioni di dollari. La possibilità di deflussi degli investitori da questi titoli man mano che i loro rendimenti giungono in territorio negativo dovrebbe decisamente corroborare la domanda di asset più rischiosi e dai rendimenti più positivi come le obbligazioni societarie dei segmenti investment grade e high yield. A sua volta, questo allettante fattore tecnico dovrebbe contribuire alla contrazione degli spread di credito.

Un’economia in ripresa giova al segmento creditizio

Guardando ai fondamentali dell’asset class dei corporate bond, il team obbligazionario di M&G osserva che l’indebitamento netto delle imprese, sia negli Stati Uniti che in Europa, resta a livelli contenuti. In termini di prospettive economiche più ampie, l’economia statunitense continua a guadagnare impeto, i prezzi del greggio sono crollati, e la politica monetaria più distensiva della BCE dovrebbe stimolare l’economia dell’Eurozona con uno scarto temporale, rendendo eccessive le paure legate alla recessione e alla deflazione. Secondo il team questi temi macroeconomici così importanti offrono valide ragioni di ottimismo nel valutare le prospettive economiche globali per l’anno a venire. Sostenuti da tali valutazioni, i tassi di default delle obbligazioni corporate dovrebbero mantenersi a livelli ridotti.

Gli avvenimenti legati al mercato petrolifero dovrebbero inoltre giocare decisamente a favore dell’outlook economico globale. Nel corso del 2014 il prezzo del petrolio si è dimezzato e le ripercussioni positive di quest’enorme oscillazione dovrebbero essere notevoli per le economie che fanno largo uso di questa materia prima, tra cui i Paesi del G7. Un segnale di quanto l’economia a stelle e strisce sia sensibile al prezzo del petrolio può essere colto nel fatto che ogni recessione statunitense, a partire dagli anni settanta del secolo scorso, sia stata preceduta da un’impennata dei prezzi del greggio. Questo elemento avvalora la tesi secondo la quale l’economia dovrebbe ulteriormente rafforzarsi nel 2015, in quanto il petrolio molto meno caro avrebbe l’effetto opposto. Esiste una relazione analoga tra la crescita del PIL del G7 e le variazioni dei prezzi petroliferi. È importante notare, ad esempio, che anche se la recessione globale del 2009 scaturì dalla crisi finanziaria globale, decisamente essa non fu agevolata dal forte incremento del greggio ad un picco di circa 150 dollari statunitensi. In conclusione, il team prevede che gli attuali prezzi molto ridotti del greggio contribuiscano a limitare il rischio di recessione nelle prospettive di queste nazioni industrializzate chiave, aiutando ad offrire un contesto che possa favorire le obbligazioni corporate.

Nell’analizzare le valutazioni delle obbligazioni corporate, il team ritiene che gli spread possano ancora contrarsi dai livelli elevati nei mercati investment grade e high yield. I differenziali sono attualmente più ampi rispetto a fine 2013 su queste asset class in Stati Uniti ed Europa, eccezion fatta per le obbligazioni investment grade europee. Tuttavia, quest’ultimo segmento sembra offrire ancora valore in quanto in questo lasso di tempo gli spread sono stati meno ampi rispetto ai livelli attuali per quasi il 60% delle volte. Come sempre, nell’investire nei mercati delle obbligazioni societarie, è essenziale adottare selettività e un’attenta ricerca creditizia ai fini della massimizzazione dei rendimenti, senza al contempo ignorare il valore della liquidità, dato il contesto di elevata volatilità.