Puntiamo su Giappone e mercati emergenti

a cura di Stefania Basso

Occorre spostarsi verso i settori e le aree geografiche che offrono valore relativo. Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock

Le azioni USA sono salite la scorsa settimana, con i mercati americani che hanno mostrato qualche segnale di solidità. Le prospettive di un aumento graduale dei tassi di interesse da parte della Fed e l’attività costante di M&A (fusioni e acquisizioni) hanno favorito l’andamento positivo dei titoli.

Tuttavia, malgrado la solidità della scorsa settimana i titoli americani si sono trovati a dover affrontare due questioni difficili: la crescita debole degli utili e le valutazioni care. Le stime bottom-up degli utili delle società dell’indice S&P500 sono scese dell’8% negli ultimi tre mesi. Nello stesso tempo l’indice S&P500 sta scambiando a circa 18,5 volte gli utili trailing, il livello più elevato dalla fine del 2009 quando gli utili societari erano ancora bassi.

In questo contesto, il team di BlackRock privilegia ancora le azioni rispetto agli altri attivi, in particolare le azioni asiatiche dei paesi maturi, come il Giappone e i mercati emergenti. Il Giappone continua a trarre beneficio da valutazioni ragionevoli, da una banca centrale accomodante e dall’aumento dell’acquisto di azioni da parte dei fondi pensione. Il mercato ha sovraperformato gli omologhi internazionali da inizio anno – in rialzo di circa il 14%. Il rally delle azioni cinesi A-Shares (scambiate a Shanghai, e difficilmente accessibili per gli investitori non cinesi) sta coinvolgendo altri mercati, comprese le più accessibili azioni H-Shares cinesi (scambiate a Hong Kong), India e Sud Corea.

Qualche opportunità si trova anche nel settore energetico. BlackRock adotta però prudenza sulla commodty nel mercato fisico: l’andamento del petrolio è stato ancora altalenante la settimana scorsa, colpito dai segnali di indebolimento della produzione americana e dal persistente aumento delle scorte (il greggio è salito al tasso più elevato degli ultimi 14 anni in una sola settimana, con le scorte che hanno toccato nuovi massimi). La volatilità dei prezzi del greggio sul mercato fisico è pari quasi a cinque volte il livello della scorsa estate.

I titoli delle società petrolifere integrate sembrano aver toccato il punto più basso. Il paniere delle aziende energetiche globali segna +8% dai minimi di marzo. Gli investitori stanno puntando sul valore relativo. I titoli di questo gruppo stanno realizzando un rendimento medio interessante pari a circa il 4% e il prezzo è ragionevole (solo 1,5 volte il valore contabile). In virtù dell’outlook di stabilizzazione del petrolio entro fine anno, i prezzi correnti potrebbero rappresentare un valore positivo nel lungo termine.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.