Puntiamo sui titoli azionari di Europa e Giappone

La crescita dei ricavi delle aziende americane rimane deludente. Il commento di Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock

a cura di Stefania Basso

I titoli americani hanno attraversato una settimana negativa. Il Dow Jones Industrial Average è sceso del 2,86% a quota 17.568, l’indice S&P 500 è calato del 2,21% a 2.079 punti e l’indice tecnologico Nasdaq ha perso il 2,34% chiudendo la settimana a quota 5.088. Il rendimento del treasury decennale è sceso dal 2,34% al 2,26% e i prezzi di conseguenza sono saliti.

Qual è il responsabile principale della performance debole? La crescita dei ricavi delle aziende americane rimane deludente, anche se gli utili stanno superando le attese (ma diminuiscono le attese). Gli altri mercati maturi invece stanno performando meglio. Anche i titoli azionari europei hanno risentito in settimana ma gli utili sono stati più solidi, stimolati in parte dall’indebolimento dell’euro. In Giappone le azioni rimangono resilienti grazie in parte alla continua allocazione dei fondi pensione in azioni giapponesi. Tali tendenze rafforzano la preferenza di BlackRock per i mercati maturi internazionali.

Il biglietto verde ha toccato i massimi degli utili tre mesi all’inizio della scorsa settimana prima di scendere verso la fine. I primi guadagni sono stati in parte alimentati dalla reazione degli investitori alla solidità dei dati del settore immobiliare americano. Le vendite delle case esistenti sono salite del 3,2% a giugno, il ritmo più rapido dal 2007.

La diminuzione dei rischi all’estero e il miglioramento dell’economia americana hanno convinto diversi investitori che la Fed inizierà ad aumentare i tassi verso fine anno, forse già nel mese di settembre. I rendimenti a lungo termine sono scesi in settimana, dato che gli investitori sono tornati ad investire in bond per la vendita massiccia delle azioni mentre i rendimenti a breve termine sono stati più positivi. All’inizio della settimana i rendimenti biennali dei treasury sono saliti sopra lo 0,70%, appiattendo la curva dei rendimenti.

Nello stesso tempo le attese di aumento dei tassi USA hanno spinto al rialzo il dollaro, influenzando di conseguenza i prezzi dell’oro. La scorsa settimana i prezzi dell’oro hanno scambiato al livello più basso in più di cinque anni. In generale le commodity si sono indebolite – il greggio è entrato nel mercato orso la scorsa settimana- dato che la crescita globale e la domanda cinese sono calate. I metalli preziosi hanno risentito di ulteriore pressione per lo spettro della prima stretta della Fed in quasi dieci anni. I prezzi dell’oro stanno reagendo all’aumento dei tassi di interesse reali.

Nonostante la forte vendita delle azioni globali la scorsa settimana in Europa la stagione degli utili continua ad essere positiva, mentre le azioni giapponesi continuano a trarre beneficio dagli acquisti degli investitori istituzionali. In Europa, con la Grecia che inizia a preoccupare di meno, almeno temporaneamente, gli investitori si stanno concentrando nuovamente sugli utili. Sino a questo momento, il 55% circa delle imprese europee hanno superato le attese, con una media anno su anno della crescita degli utili per azione del 15%. Le banche e le aziende del settore dei beni di consumo secondari hanno fatto particolarmente bene, con il 75% che ha superato le attese.

In Giappone le azioni si sono rivelate più resistenti alla vendita della scorsa settimana, nonostante l’apprezzamento dello yen. Uno dei fattori che continua a sostenere i titoli giapponesi è la costante rotazione nelle azioni giapponesi da parte dei fondi pensione giapponesi. I tre maggiori fondi pensione del settore pubblico hanno già incrementato la loro allocazione azionaria di oltre il 5% dalla scorsa primavera. Ma le allocazioni rimangono ben inferiori al target del 25% e questo indica un ulteriore margine di acquisto da parte degli investitori istituzionali nella seconda metà del 2015.

In conclusione, le azioni europee e Giappone continueranno a sovraperformare i titoli americani grazie al miglioramento degli utili in Europa e agli acquisti degli investitori istituzionali in Giappone.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.