QE alla danese

A cura di Rocki Gialanella

La Banca centrale blocca le nuove emissioni di titoli di stato. L’obiettivo? Far lievitare la domanda sui titoli a lunga scadenza emessi in passato e frenare la rivalutazione della corona

La Danimarca torna allo scoperto per difendere la corona danese. Dopo aver tagliato i tassi d’interesse tre volte in due settimane, la Banca Centrale danese ha cancellato tutte le prossime emissioni di titoli di stato in programma. L’obiettivo è preservare la parità della divisa domestica nel cross con l’euro.

Da quando l’entità ha portato in territorio negativo la remunerazione sui depositi (l’ultimo intervento ha catapultato i tassi negativi applicati ai depositi da -0,35% a -0,50%), gli investitori stranieri hanno mostrato un interesse crescente per gli assets denominati in corone danesi, provocando una rivalutazione rispetto alla divisa unica europea.

A gennaio, la Banca centrale di Danimarca ha venduto 120.000 mln di corone (16,2 mln di euro) per frnare l’ascesa della divisa locale. (Fonte: Bloomberg). La mossa dell’entità rappresenta un QE particolare. Ci sono due modalità per far aumentare il valore di un asset: aumentare la domanda (che è la modalità perseguita dal QE tradizionale) o ridurre l’offerta di titoli (l’opzione prescelta dalla Banca centrale danese). In entrambi i casi, l’oggetto del contendere sono i titoli di stato.

In altre parole, i responsabili della politica monetaria di Copenhagen puntano a ridurre l’offerta di nuovi bond per spingere gli investitori ad acquistare quelli già negoziati, in particolare quelli con scadenze lunghe. Se questo accadrà, si verificherà una contrazione dei rendimenti dei titoli denominati in corone e un allentamento delle pressioni sulla divisa nordica.

In seguito alla decisione di sospendere le emissioni di nuovi titoli di stato fino a nuovo avviso, l’asta prevista per il 4 febbraio e le restanti date previste nel calendario 2015 sono state cancellate.

La possibilità per i danesi di prendere una simile decisione si deve al sensibile surplus di cui hanno beneficiato i conti pubblici domestici nel 2014, nettamente superiore alle necessità di finanziamento del paese. In altre parole, il bilancio dei conti pubblici è tale da non aver bisogno di raccogliere capitali sui mercati per soddisfare l’erogazione di servizi alla collettività.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.