Quali implicazioni potrebbe avere il rialzo dei tassi da parte della Fed?

Picchi di volatilita’ e attese per le mosse della Fed. Si tratta forse di reazioni eccessive nei confronti del piano statunitense di normalizzazione dei tassi d’interesse oppure e’ bene che gli investitori in tutto il mondo mantengano alta la guardia? L’analisi di Natixis

Vari esperti di investimenti obbligazionari, valutari, alternativi e azionari con copertura illustrano come la Fed potrebbe implementare la prima mossa, quali saranno i mercati ad esserne più e meno condizionati e come preparare i portafogli a tale evento. “Dopo un lungo periodo di tassi bassi, diversi nostri esperti degli investimenti stimano che un rialzo dei tassi da parte della Fed possa avvenire entro la fine dell’anno, anche se in maniera cauta” – sottolinea Antonio Bottillo, Country Head ed Executive Managing Director per l’Italia di Natixis Global Asset Management. “Tale aumento potrà portare con sé delle opportunità su diversi segmenti del mercato obbligazionario, ma anche dei rischi legati all’aumento della volatilità. L’attenta selezione delle singole opportunità di investimento, unita all’utilizzo di tecniche di gestione della volatilità e all’inserimento di strategie non tradizionali o alternative, possono contribuire alla costruzione di portafogli più robusti in grado di affrontare tale rinnovato contesto di mercato”.

Rick Harrell, Senior Sovereign Analyst Loomis, Sayles & Company
È probabile che la Fed dia inizio alla politica di normalizzazione a settembre di quest’anno. Sebbene l’economia statunitense sia solida, l’apprezzamento del dollaro e la debole crescita di molte economie emergenti stanno determinando un rallentamento. Tale situazione, unitamente al crollo dei prezzi dell’energia, ha raffreddato il quadro inflazionistico e probabilmente indurrà la Fed a muoversi con cautela. Riteniamo che il ritmo della stretta monetaria sarà piuttosto debole in tale scenario. Con l’avvicinarsi di un aumento dei tassi sui federal funds, potrebbero presentarsi molte opportunità sui mercati obbligazionari. La Fed prevede di aumentare i tassi di interesse a breve poiché l’economia è finalmente uscita dalla Grande Crisi ed i consumatori sono pronti a trainare la crescita nei trimestri a venire. Pensiamo che ciò continuerà a costituire uno scenario di supporto per i prodotti a spread, specialmente le obbligazioni high yield. Gli asset cartolarizzati, compresi i titoli garantiti da ipoteche residenziali (RMBS) dovrebbero beneficiare del miglioramento dei bilanci dei consumatori e del rafforzamento del settore immobiliare negli Stati Uniti. E sebbene i mercati emergenti (EM) abbiano subito forti correzioni, individuiamo valore in obbligazioni societarie high-yield (denominate in USD) in alcune aree e settori degli EM. Molti mercati dei titoli di stato non appaiono interessanti al momento, specialmente in Europa dove grande parte dell’asset class ha un rendimento negativo. Inoltre, il tratto a breve della curva dei rendimenti governativi statunitensi sembra davvero poco attraente a causa del rischio di riprezzamento a fronte di una Fed più restrittiva.

Scott Schweighauser, President, Portfolio Manager Aurora Investment Management
È difficile prevedere con esattezza quando avverrà l’aumento dei tassi, specialmente a fronte di segnali tra loro contrastanti, nello specifico la prospettiva di una riduzione dell’inflazione a seguito del recente sell-off delle commodity, in contrasto con le tendenze positive di crescita e occupazione negli Stati Uniti. Ciò detto, riteniamo che la Federal Reserve potrebbe cominciare ad aumentare i tassi alla fine di quest’anno o all’inizio del prossimo. Ad oggi, i segnali sembrano suggerire che la banca centrale procederà lentamente, il che significa che i tassi dovrebbero restare relativamente bassi ancora per un certo periodo di tempo.
Cosa comporta un aumento dei tassi d’interesse?
Le conseguenze di un contesto di tassi di interesse in aumento potrebbero essere diverse. Negli Stati Uniti, l’aumento dei tassi sarà sicuramente avvertito da coloro che richiederanno un prestito per acquistare un’auto, un prestito per studenti, una carta di credito o un mutuo casa. L’aumento dei tassi condizionerà anche coloro che hanno un conto di risparmio, denaro investito in titoli, obbligazioni o hedge fund. Per anni, le obbligazioni sono state un’ancora di salvezza nei portafogli di molti investitori. Tuttavia, in un contesto di rialzo dei tassi, è meno probabile che le obbligazioni possano giocare tale ruolo. Gli investitori potrebbero iniziare a prendere in considerazione altre asset class per conseguire una maggiore diversificazione del proprio portafoglio. Un’opzione potrebbe essere quella di fare ricorso a tecniche di gestione alternative basate sulla ricerca dell’alfa che abbiano una bassa correlazione con i mercati obbligazionari tradizionali ed utilizzare tecniche di investimento che possano contribuire a mitigare l’effetto dell’aumento dei tassi così come la volatilità di mercato.

Tecniche di gestione alternative per affrontare l’aumento dei tassi – I senior loan o gli strumenti di debito garantiti a tasso variabile tipicamente beneficiano dell’aumento dei tassi, poiché il tasso di tali titoli tende a muoversi nella stessa direzione del tasso di riferimento.
– La vendita allo scoperto di obbligazioni può essere espressione di una visione ribassista del mercato o di un dato segmento del mercatoLa Fed ha messo in chiaro che comincerà ad aumentare i tassi non appena i dati economici saranno più robusti. Di conseguenza, prevediamo che la Fed inizierà il ciclo di aumenti prima della fine dell’anno. Dopo l’ampio sell-off a breve termine delle valute EM nei primi mesi del 2015, dovrebbe emergere qualche tipo di differenziazione. Ad esempio, la rupia indiana e la rupia indonesiana sono in una situazione migliore rispetto a quella dell’estate del 2013. Questo perché si prevede che il disavanzo delle partite correnti in India sarà pari allo 0% nel 2015 rispetto a -5% nel 2012. Tali due monete dovrebbero essere piuttosto resistenti, a differenza della lira turca che soffre delle tensioni a livello politico e di un’elevata inflazione strutturale. Il rand sudafricano potrebbe anch’esso essere colpito più duramente a causa della debole crescita e dell’assenza di riforme strutturali. Prevedo inoltre che le valute dell’Est Europa beneficeranno della ripresa europea, con il proseguimento della tendenza al rialzo rispetto all’euro.
Le implicazioni del debito dei mercati emergenti
Nell’ambito del debito sovrano dei paesi emergenti, i bassi rendimenti nei principali paesi sviluppati hanno spinto gli investitori globali ad acquistare emissioni investment-grade. In questi primi mesi del 2015, tale segmento del J.P. Morgan Emerging Bond Index (EMBI) ha ampiamente sovraperformato rispetto al segmento high-yield, che ha subito i rischi geopolitici presenti in Russia e Venezuela così come il crollo dei prezzi del petrolio (il segmento high-yield comprende molti esportatori di petrolio). Ciò detto, l’universo high-yield inizia ora a sembrare maggiormente interessante. Credo che gran parte dei rischi sottostanti nel settore high-yield sia in corso di ridimensionamento, mentre uno spread più elevato dovrebbe agire da tampone nei confronti di un eventuale aumento dei rendimenti dei titoli di stato statunitensi. Alcuni mercati locali, tra cui il mercato valutario, offrono valore – compresa l’India e l’Indonesia. Questi due paesi stanno attuando numerose riforme e le loro economie sono piuttosto promettenti. Un altro esempio è il Brasile. Sebbene il paese stia attraversando un pesante adeguamento economico, il comportamento proattivo della banca centrale brasiliana e il risanamento di bilancio in corso stanno riassicurando gli investitori”; personalmente, sono propensa ad acquistare titoli in questo mercato. Nel complesso, nonostante le prospettive di crescita appaiano più modeste nei paesi emergenti e nonostante i rischi associati all’aumento dei tassi di interesse statunitensi, i mercati del credito Emergenti offrono ancora interessanti opportunità. Tale settore è appena divenuto maturo. Nell’attuale contesto, occorre unicamente che gli investitori operino una selezione molto attenta.

David Jilek, Chief Investment Strategist Gateway Investment Advisers
L’impegno alla normalizzazione della politica monetaria da parte della Fed ha messo in moto forze a lungo termine che hanno implicazioni considerevoli per gli investitori. Una conseguenza potrebbe essere la necessità per gli investitori di adeguare alcune delle asset allocation in portafoglio per aumentare la probabilità di conseguire i propri obiettivi a lungo termine. Ecco tre strategie da prendere in considerazione:
Continuare a preferire le azioni rispetto alle obbligazioni: La normalizzazione della politica monetaria è un segno di miglioramento economico – il proseguimento dello scenario economico positivo che ha contribuito a spingere il mercato verso l’alto negli ultimi anni. Di conseguenza, gli investitori a lungo termine dovrebbero sentirsi a proprio agio nell’affrontare l’eventuale calo di prezzi azionari derivante dalle azioni della Fed.
Non avere timori sul mercato obbligazionario, ma evitare di accorciare le scadenze: Trarre vantaggio dalla volatilità sui mercati azionari con attenzione alla gestione del rischio: