Quando i fondi prudenti fanno peggio di quelli rischiosi

A cura di Rocki Gialanella

Reddito fisso e’ spesso sinonimo di sicurezza e stabilita’. Ma queste convinzioni devono essere limitate alle cedole. Altra cosa e’ il prezzo del titolo e le sue oscillazioni?

Le ultime settimane hanno dimostrato che i concetti di prudente e rischioso devono essere necessariamente sottoposti a revisione durante fasi di mercato caratterizzate da eccessi o, come affermava l’ex governatore della Federal Reserve Alan Greenspan, di esuberanza irrazionale.

Allo stesso modo di quanto visto nel 2005, quando nelle menti di tutti c’era la convinzione che il mattone fosse l’investimento più sicuro perché ‘non si svaluta mai’, si è fatta strada negli ultimi anni la convinzione che i titoli di stato dotati del più elevato livello di affidabilità fossero l’asset più sicuro (semplicemente perché non hanno dato delusioni a coloro che li hanno mantenuti in portafoglio negli ultimi due decenni).

La semantica gioca contro la razionalità dell’investitore. Quando sentiamo la parola ‘fisso’ tendiamo ad associarla a termini come sicuro, stabile, che non va incontro a perdite. Ma questa stabilità riguarda la parte cedolare, non il prezzo, che oscilla alla pari di qualsiasi altro asset finanziario. In questo senso, investire in strumenti del reddito fisso non differisce molto dall’investire in immobili per destinarli alla locazione. Il canone di locazione resta fisso, ma il prezzo dell’immobile può subire profonde oscillazioni. Se avete acquistato la casa nel 2006 e volete venderla adesso, andrete incontro a pesanti perdite.

Il Bund tedesco, considerato la cassaforte per eccellenza del mercato obbligazionario dell’eurozona, ha perso il 3% in due sessioni. Dal 20 aprile, il calo del suo prezzo supera il 10%. Pensiamo a tutti gli investitori istituzionali, come le società di assicurazioni, che detengono buona parte dei rispettivi portafogli in questi assets.

Una caduta di queste proporzioni implica alterazioni di tutti gli schemi d’investimento. Questo perché non è ipotizzabile una volatilità così elevata nel segmento, in teoria, più sicuro del portafoglio. L’effetto negativo si è fatto sentire anche sui sottoscrittori di fondi, ma in misura minore perché i gestori avevano già provveduto a ridurre l’esposizione verso titoli di stato che presentavano rendimenti prossimi allo zero.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.