Quattro asset incantati da Trump

Banche, materie prime, compagnie minerarie e Borsa di Mosca sono i quattro asset beneficiari della vittoria repubblicana

La designazione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti è stata seguita da una reazione dei mercati finanziari nel complesso positiva. I listini nordamericani e la maggior parte di quelli europei hanno ricevuto il nuovo inquilino della Casa Bianca con rialzi moderati. Tuttavia, per alcuni asset i giorni immediatamente successivi al trionfo del repubblicano sono stati molto positivi.

E’ questo il caso dei materiali di base, quelli utilizzati dall’industria delle costruzioni. L’alluminio, il nickel, il rame…hanno accumulato due sessioni di sensibili rialzi, sostenute dalla fiducia riposta nelle promesse fatte da Trump: imprimere un’accelerazione alla spesa per infrastrutture. A onore del vero va ricordato che si tratta di asset che hanno già messo a segno buone performance dopo il venir meno di una parte consistente dei dubbi sulla tenuta della crescita economica mondiale.

A trarre beneficio dal successo dei repubblicani sono stati anche quei settori che potrebbero ottenere i maggiori vantaggi dalle politiche annunciate dal neo-presidente e dai paesi che sperimenterebbero un miglioramento delle proprie relazioni con gli Usa (vedi Russia). Anche i titoli del settore finanziario hanno festeggiato in scia all’annuncio che Trump vuole puntare a un allentamento normativo sull’operato dell’industria finanziaria.

Materie prime
La quotazione del rame sul mercato londinese ha registrato ieri un rialzo superiore al 4%, toccando il massimo da circa sedici mesi. Rialzi significativi sono stati messi a segno anche da alluminio e nickel. Ai piani di Trump per le infrastrutture si aggiunge anche la probabilità che le politiche adottate dal prossimo governo Usa costringano la Cina ad adottare una politica monetaria più espansiva. Il tutto contribuirebbe a riattivare la domanda cinese di materie di base. Se Trump impone a Pechino nuove restrizioni commerciali, è probabile che la Cina sperimenti una crescita della domanda interna (fattore positivo per le quotazioni dei metalli).

Mining companies
La rivalutazione della maggior parte dei materials ha fatto impennare le quotazioni delle mining companies. I giganti europei come Antofagasta, Glencore e BHP Billiton hanno accumulato rialzi superiori al 15% in sole due sessioni. Tra gli investitori prende corpo l’idea che il nuovo governo statunitense porrà fine alle politiche di austerità perseguite dai governi occidentali negli ultimi anni. Le società metallurgiche (come il gruppo Tenaris) o l’irlandese CRH hanno avuto un’evoluzione rialzista accelerata.

Borsa russa
La buona sintonia tra Donald Trump e Vladimir Putin lascia intravedere rapporti sereni e collaborativi tra Usa e Russia. L’amministrazione Obama ha avuto non pochi scontri con Mosca a causa dell’invasione russa della Crimea, le sanzioni economiche imposte alla Russia e la guerra in Siria. Gli analisti sostengono che la nuova politica internazionale del team di Trump apporterà vantaggi alla Russia. L’indice Micex della Borsa di Mosca è salito del 5% in due sessioni.

Banche
L’industria finanziaria ha salutato con un certo entusiasmo l’arrivo di Trump alla presidenza Usa. Nonostante l’appoggio offerto dalle principali società di Wall Street a Hillary Clinton, la sua sconfitta non ha provocato sobbalzi alle quotazioni dei titoli del settore. L’allentamento della rigida normativa che regola il settore e l’aumento della spesa pubblica potrebbero avere ripercussioni positive sui conti delle grandi banche. Nel Vecchio Continente, le grandi banche svizzere Ubs e Credit Suisse hanno accumulato rivalutazioni superiori al 12%. Barclays e Deutsche bank, gruppi alle prese con problemi negli ultimi mesi, hanno visto lievitare le rispettive quotazione di oltre il 10%. Un rimbalzo vicino al 5% ha coinvolto anche i titoli europei del settore assicurativo.

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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