Raffaele Levi (Fideuram Ispb): «Tanto hi-tech, tanta formazione»

Secondo Fideuram Ispb, la leva strategica su cui concentrarsi è l’accompagnamento di tutti gli stakeholder dell’azienda nella transizione culturale.

Fideuram Ispb è una delle società che si stanno maggiormente impegnando nel rinnovamento tecnologico. Il lancio della nuova piattaforma Digital Wealth Management Alfabeto Fideuram 2.0 ha rappresentato un impegno non da poco. Ma l’hi-tech non è solo questione di investimenti, ma anche di cultura. Chi lo deve usare deve essere in grado di farlo e non sempre ciò è semplice. A questo interrogativo risponde Raffele Levi, responsabile modello di business di Fideuram–Intesa Sanpaolo Private Banking.

La tecnologia dà talvolta anche problemi di uso, specie per le persone più anziane. Avete avuto finora difficoltà con i consulenti in età più avanzata o con i clienti meno giovani? Quanto è un problema l’età degli utilizzatori?

«Più che l’elemento anagrafico in sé, l’ostacolo all’adozione di nuove tecnologie risiede nella diversa propensione di ognuno di noi a cambiare le proprie abitudini. Si può essere avversi al cambiamento a ogni età. Oggi più che mai, il digitale è un elemento irrinunciabile per potere garantire ai propri clienti il massimo livello di servizio possibile».

A questo punto però il problema di persone che hanno difficoltà con l’hi-tech rimane. Come riuscite a risolverlo?

«Rimanere al passo coi tempi è anche un tema di responsabilità. Per questo motivo, è necessario fare delle azioni in parallelo agli investimenti in tecnologia. La leva strategica su cui abbiamo deciso concentrarci è proprio l’accompagnamento di tutti gli stakeholder della nostra azienda in questa transizione culturale».

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