Rendimenti ancora influenzati da atteggiamenti banche centrali

a cura di Stefania Basso

Si placano i mercati grazie ai commenti rassicuranti della Fed. Il commento settimanale sul mercato americano di Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock

I mercati americani, sia i titoli azionari sia le obbligazioni, la scorsa settimana sono stati favoriti dai commenti rassicuranti della Federal Reserve. L’indice Dow Jones Industrial Average ha realizzato + 0,65% chiudendo la settimana a 18.016 punti, lo S&P 500 ha segnato +0,76% a quota 2.110 e l’indice tecnologico Nasdaq Composite Index è salito dell’1,30% a 5.117 punti. Il rendimento del treasury decennale è sceso dal 2,40% al 2,26% e i prezzi di conseguenza sono saliti.

Il movimento dei prezzi in altri mercati ha rispecchiato una tendenza simile. I commenti della Fed hanno portato sollievo agli USA e le banche centrali accomodanti in Europa o nel resto del mondo stanno mantenendo positivi i mercati. Per gli investitori le oscillazioni dei mercati, positive o negative che siano, sono sproporzionatamente guidate dalle banche centrali.

I titoli americani hanno realizzato un rendimento discreto la scorsa settimana ma le oscillazioni sono state forti. Le oscillazioni si devono parzialmente ai dati economici misti. Di recente, la produzione industriale ha registrato un dato inferiore alle stime.

Ma gli investitori hanno reagito positivamente ai commenti della Fed di mercoledì scorso. Le dichiarazioni dei membri di politica monetaria hanno alzato la valutazione sull’economia più ampia e sul mercato del lavoro e hanno confermato le attese di un rialzo dei tassi verso fine anno. Gli investitori hanno accolto positivamente le previsioni della Fed di un aumento dei tassi più graduale il prossimo anno e nel 2017.

I bond sono saliti grazie all’attenuazione dei timori sull’intervento della Fed. I tassi a lungo e a breve termine sono scesi. Il rendimento del treasury decennale ha segnato -20 punti base (0,20%) rispetto al picco del 10 giugno. La moderazione dei tassi ha fatto rimbalzare i titoli, una tendenza supportata dall’aumento dei flussi nei fondi azionari.

Anche i mercati di Europa e Cina hanno mostrato elasticità alle mosse delle banche centrali e questo può essere sia negativo sia positivo.

La scorsa settimana i titoli europei hanno sofferto perché la fiducia degli investitori è stata guidata dalla debole situazione della Grecia. Con la scadenza del pagamento al FMI di 1,5 miliardi di euro il 30 giugno prossimo e i depositi in uscita dal sistema bancario greco, si avvicina la possibilità di trovare una soluzione. Su alcuni temi è stato fatto qualche progresso ma permangono le differenze sulla riforma delle pensioni greche – un tema critico, dato che il sistema delle pensioni rappresenta il 16% del pil della Grecia.

La Banca centrale europea è riuscita a gestire il rischio di uscita dei depositi dal sistema bancario greco. La scorsa settimana la BCE ha alzato il tetto dei fondi emergenziali alle banche elleniche. Ma anche questa manovra potrebbe risultare insufficiente. In mancanza di una risoluzione politica più esauriente, cresce la possibilità per il Governo greco di ricorrere al controllo dei capitali nel breve.

Secondo gli esperti di BlackRock, una soluzione si troverà anche se temporanea. Inoltre fornendo liquidità ai paesi dell’eurozona (sotto forma del programma di acquisto mensile di bond), la BCE limita l’entità e la durata di un possibile contagio legato alla crisi greca.

Infine la Cina. La scorsa settimana i mercati azionari sono entrati in territorio di contrazione. Le Borse di Shangahi e Shenzhen sono scese di circa il 13% in settimana, dopo un aumento superiore al 130% anno su anno delle valutazioni dei mercati azionari, guidato perlopiù dalla liquidità e dalle manovre della banca centrale. I titoli cinesi continueranno a salire solo se le autorità riusciranno a offrire un forte stimolo monetario.

Anche se la Fed inizierà a normalizzare i tassi Usa verso fine anno, i mercati beneficeranno ancora di tassi bassi a livello storico e di stimoli monetari aggressivi della gran parte delle banche centrali mondiali. I rendimenti del mercato sono ancora fortemente influenzati da quello che le banche centrali dicono, fanno o pensano.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.