Rendimento Treasury decennale al 2% nel secondo semestre

 

Nell’attuale contesto è preferibile esporsi al reddito fisso usa con bond a tasso variabile e titoli a breve termine. Gero Jung, chief economist, Mirabaud AM 

Gli ultimi dati confermano la corsa al rialzo dell’inflazione Usa.  Secondo le vostre stime dove potrebbero spingersi i rendimenti del Treasury decennale nei prossimi mesi?

Parallelamente all’aumento degli ultimi dati sull’inflazione statunitense, guardando l’indice dei prezzi al consumo (CPI), va notato che questo è in linea con un forte effetto base. Ad aprile 2020 l’economia si è fermata, e con essa la relativa dinamica dei prezzi, ma le conseguenze dell’attuale riapertura mostrano il proprio effetto solo adesso, specialmente se si confrontano i dati su base annuale.

Per esempio, nell’aprile di quest’anno, sono aumentati i prezzi degli hotel, dei biglietti aerei, ma anche delle auto di seconda mano.

Ma nel complesso – e si tratta di un dato importante per le implicazioni di politica monetaria – tale aumento dell’inflazione è certamente compatibile con un effetto transitorio.

In questo senso, i dati storici sull’inflazione aggregata sono in linea con la visione della Fed di un effetto solo temporaneo. Notiamo tuttavia che altri indicatori dei prezzi – ad esempio le componenti dei prezzi delle rilevazioni (ISM, PMI), i costi di spedizione, i costi di produzione nell’edilizia abitativa come i prezzi del legname, e più in generale i prezzi alla produzione e dell’import, suggeriscono che prossimamente assisteremo a un aumento dei prezzi più generalizzato.

Inoltre, la crescita dei salari sta accelerando, tendenza che probabilmente continuerà nelle prossime settimane e mesi.

Questi fattori ci portano a prevedere che le pressioni inflazionistiche sono vive e vegete, e per questo siamo convinti che i tassi d’interesse non possano che rialzarsi. Manteniamo la nostra view molto prudente sui titoli sovrani statunitensi a reddito fisso.

Gero Jung, Mirabaud AM
Gero Jung, Mirabaud AM

Per un investitore europeo che voglia incrementare gradualmente la propria esposizione ai titoli di stato Usa, quali indicazioni ritenete opportune in termini di duration, tipologia di titoli (tasso fisso o  legati all’inflazione) ed esposizione al rischio di cambio?

Abbiamo preso alcune decisioni nel nostro attuale posizionamento di asset allocation. In primo luogo, abbiamo esteso la nostra posizione underweight sui Treasury USA nei portafogli in dollari.

In effetti, ci aspettiamo che il rendimento del Treasury decennale benchmark salga al 2% nella seconda metà dell’anno, e che quindi i prezzi continuino a soffrire. Per gli investimenti nel reddito fisso negli Stati Uniti, preferiamo le obbligazioni a tasso variabile e i mercati monetari a breve termine, mentre manteniamo la nostra view sul dollaro USA, che dovrebbe mantenersi sui livelli attuali rispetto alle principali valute.

 

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
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