Ridotta esposizione azionaria complessiva

L&#700″;inizio del nuovo trimestre va a confermare sui mercati finanziari quanto visto nei tre mesi precedenti caratterizzati da una dinamica generale che rimane altalenante. Il commento di Alessandro Allegri, A.D. di Ambrosetti A.M. SIM

Le condizioni strutturali si confermano favorevoli ad un miglioramento del ciclo economico e finanziario, ma, in questo frangente, ogni qualvolta i mercati imboccano la via del rialzo tendono ad emergere nuove fragilità, sufficienti a generare aumenti di volatilità ed improvvise discese. Anche a Luglio è valsa la stessa regola. Messa momentaneamente da parte la crisi greca sui mercati finanziari sono tornate a prevalere, in una fase iniziale, le attese positive che tuttavia in breve hanno lasciato spazio ai timori di contagio sullʼimprovviso crollo della borsa cinese, con un generale ridimensionamento delle performance. Il saldo finale di Luglio, nonostante le incertezze, risulta comunque positivo con lʼArea Euro a mostrare i maggior progressi (+5.15% DJ Eurostoxx50), supportata da America (+1.97% S&P500 ) e Giappone (Topix +1.79%). I risultati più negativi arrivano dai mercati emergenti (-7.26% lʼindice generale) trascinato sia dalla crisi cinese e dei mercati limitrofi (Hong Kong -6.15% e Taiwan -7.05%), sia dagli effetti negativi della discesa del Petrolio (Brasile -4.17%).

In generale si evidenzia la significativa selettività riflessa, ad esempio, nelle performance settoriali caratterizzate dagli ottimi risultati dei comparti più “difensivi” come Consumi non ciclici e temi Salute-Benessere, contrapposti alle forti discese di Energetici e Materie di base. In questa fase, dunque, gli azionari si stanno dimostrando non sufficientemente robusti da affrontare immediatamente un percorso rialzista, sebbene le variabili economico-finanziarie volgano a sostegno di un generale miglioramento che, in termini di momentum, dovrebbe accompagnare con maggior facilità e solidità i mercati proprio nella fase conclusiva dellʼanno.

Lʼinizio del trimestre sta riproponendo un poʼ più di positività sul lato obbligazioni. Lʼimprovvisa negatività degli scorsi mesi è dunque rientrata con il graduale ritorno dei rendimenti, in particolare dellʼArea Euro, su livelli più contenuti. Bene quindi in generale il comparto con lʼindice Btp in forte crescita (+2.88%) accompagnato da buoni risultati per governativi tedeschi (+1.44%) ed americani (+1.19%). Sul lato Tassi il quadro risulta ben delineato; sul fronte Euro la BCE conferma lʼatteggiamento dovish con il QE che proseguirà sino al 2016 con impatti positivi a sostegno del ciclo economico ed attese di stabilità sul lato obbligazionario.

In America invece, ad esclusione di sorprese negative sul fronte economico, appare tracciato il percorso di rialzo dei tassi entro la fine dellʼanno da parte della FED, rendendo dunque decisamente più incerta la sorte degli investimenti a reddito fisso nel lungo termine. Attese positive nellʼimmediato mentre a livello di posizionamento strategico rimane elevata la preoccupazione sugli scenari futuri obbligazionari con rischi più che proporzionali ai rendimenti offerti. Il recente aumento di volatilità ha colpito in maniera importante le materie prime. Il mercato delle commodities infatti, già in una condizione di generale debolezza da eccesso di offerta a fronte di una domanda stagnante, ha subito un ulteriore peggioramento delle prospettive che ha portato lʼindice Crb a scendere nel mese di oltre il 10% trascinato dal Petrolio (-17.5%) e dallʼOro (-6.53%).

A livello di allocazione confermiamo la concentrazione degli asset su investimenti a livello di macro-aree senza lʼutilizzo in questa fase di posizionamento sulle tematiche settoriali. In termini relativi resta equilibrato il peso fra Area Euro, Giappone ed America mentre non sono presenti investimenti sui mercati Emergenti. Non viene rivista la componente obbligazionaria che rimane concentrata su soluzione Absolute Return e su un posizionamento favorevole ai governativi Euro.