Riduzione dell’esposizione agli HY. Titoli di Stato ottimo terreno di caccia

I bond HY hanno reso circa 3 punti percentuali in più dei titoli di Stato. Riduciamo a neutrale l’esposizione al segmento HY, mentre aumentiamo il peso del debito sovrano passando a un livello a neutrale. L’asset allocation obbligazionaria di Pictet

Se da un lato le emissioni high yield dovrebbero godere della ripresa economica dell’area euro e degli ingenti stimoli monetari della BCE, dall’altro gli spread dell’asset class appaiono sempre meno interessanti rispetto ai premi offerti dal debito sovrano italiano e spagnolo.

La recente ondata di vendite che ha investito i titoli di Stato ha ampliato il divario fra bond italiani e tedeschi di circa 50 punti base. Sui mercati del reddito fisso spagnoli si è osservato un movimento analogo. A nostro parere, questi differenziali di rendimento non sono giustificabili, soprattutto perché la BCE è fermamente intenzionata a contenere i costi di finanziamento dei Paesi periferici dell’eurozona. Sovrappesiamo quindi le obbligazioni governative a lunga scadenza di Italia e Spagna. Più in generale, siamo convinti che nei prossimi mesi i mercati dei titoli di Stato possano diventare un ricco terreno di caccia in ottica tattica, alla luce della maggiore volatilità delle attese sui tassi di interesse. Come si evince dal grafico, nelle ultime settimane le aspettative degli investitori sul primo rialzo dei tassi europei sono variate notevolmente. Tali oscillazioni hanno in parte corretto le anomalie di valutazione dei bond governativi della regione, dove i rendimenti a lungo termine scontavano la prospettiva di un prolungato periodo di inflazione insolitamente bassa.

Il nostro unico sovrappeso è rappresentato dalle obbligazioni emergenti denominate in dollari statunitensi, che offrono tuttora un rendimento di circa 380 punti base superiore rispetto ai Treasury USA, un livello elevato dal punto di vista storico. Il segmento gode inoltre di una buona dinamica domanda/offerta. Negli ultimi mesi il debito emergente in dollari ha attirato gli investitori retail, tanto che i fondi comuni hanno registrato una raccolta netta positiva per 15 settimane consecutive, ma anche gli istituzionali hanno ampliato l’esposizione all’asset class nelle ultime settimane. L’aumento della domanda è coinciso con una riduzione dell’offerta netta di bond sovrani. Nel resto dell’anno, i governi dei mercati emergenti dovrebbero emettere titoli per 43,6 miliardi di dollari statunitensi, un volume interamente compensato dai rimborsi e dai pagamenti delle cedole previsti da qui a dicembre.