I rischi politici sono alti, meglio avere obbligazioni in portafoglio

“Mi aspetto che i rendimenti dei treasury salgano ben oltre il 3% se Trump introdurrà gli stimoli fiscali e se la Fed porterà i tassi oltre il 2,5%”, commenta Chris Iggo, chief investment officer Obbligazionario, AXA Investment Managers

Se partiamo dal presupposto che non ci saranno incidenti politici (lo vedremo più avanti), allora dobbiamo domandarci cosa potrebbe trasformare il ciclo globale in un fenomeno in grado di fermare i mercati obbligazionari (e non solo). Nel lungo termine, la crescita potrebbe esaurire tutta la capacità in eccesso (ai ritmi attuali ci vorranno altri due anni per far scendere il tasso di disoccupazione in Europa ai livelli antecedenti alla crisi finanziaria) e questo genera pressioni al rialzo sull’inflazione a cui le banche centrali rispondono alzando i tassi di interesse.

Dobbiamo prestare attenzione alla politica.Se l’amministrazione Usa dovesse introdurre gli stimoli fiscali, il risultato sarebbe un rialzo dei tassi di interesse e probabilmente dell’inflazione. Questo influirebbe negativamente sui rendimenti obbligazionari e accelererebbe le dinamiche di fine ciclo, soprattutto se altri paesi ricorressero alla politica fiscale (magari dopo un eventuale esito non populista alle elezioni europee). Anche in questo caso, i tassi dovranno salire molto, considerato il loro punto di partenza. Comunque, certamente mi aspetto che i rendimenti dei treasury salgano ben oltre il 3% se Trump introdurrà gli stimoli fiscali e se la Fed porterà i tassi oltre il 2,5%. È meno facile valutare i rischi politici generati dal ciclo elettorale o dalle tensioni geopolitiche. Il primo turno delle elezioni presidenziali francesi è previsto per questo fine settimana. Sembra che lo scenario peggiore sarebbe che Melechon e la Le Pen passassero al ballottaggio. Anche se sarà molto difficile per chiunque portare la Francia fuori dall’Unione Europea e dall’euro, un esito di questo tipo sarebbe accolto male dagli investitori considerati i programmi politici ed economici dei due candidati.

A mio giudizio, l’esito più positivo, e forse più probabile, è che sia Emmanuel Macron a passare al secondo turno. Analogamente, le elezioni a sorpresa nel Regno Unito dovrebbero concludersi con una maggioranza più ampia del Partito Conservatore, anche se non mi è ancora chiaro cosa tutto ciò comporterebbe per la posizione del paese nei negoziati per la Brexit. Se non altro, un mandato chiaro per i prossimi cinque anni consentirebbe al governo britannico di gestire in modo più efficace eventuali ripercussioni dell’uscita dall’Ue. Mi è difficile credere che i tedeschi rinuncino ad Angela Merkel, dato che con la sua leadership la Germania è l’economia più brillante in Europa dal 2005. I rischi politici ci sono, ma in caso di un esito negativo per i mercati, sarà meglio avere obbligazioni in portafoglio (titoli del Tesoro Usa, bund, gilt).

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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