Ritrovato dinamismo per le aziende europee

Commento a cura di Marc Craquelin, Direttore della gestione di Financière de l’Echiquier

Il 2014 è stato un anno di luci e ombre. Se con un ritmo di crescita sostenuto èstata raggiunta l’apoteosi negli Stati Uniti, nei paesi emergenti il bilancio è ben piùmodesto. Quanto all’Europa non è propriamente uscita dal periodo di stagnazioneormai in atto dal 2011. In base agli ultimi segnali si possono comunque ipotizzare unritrovato dinamismo e un ritorno a una crescita positiva per le aziende europee.L’Europa, ancorché in alto mare sotto il profilo politico, si dimostra piùattraente in termini borsistici. Dopo mesi di stallo, senza crescita né per gli utiliaziendali né per gli indici, le ultime settimane si sono rivelate di miglior auspicio per il2015.
– Il primo asso nella manica dell’Europa è il suo governatore centrale. La BCEha annunciato un programma senza precedenti di acquisto titoli per 60 Md ¤ al mesefino al settembre del 2016 almeno. Questa iniziativa garantirà tassi a breve negativinel medio termine, creando un contesto favorevole all’assunzione di rischio e allaricerca di rendimento. Ci consente anche di continuare a essere positivi nei confrontidei titoli di rendimento individuabili oggi nell’universo value ma anche in alcunesocietà growth.
– Il notevole deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro (-12% nel2014) contribuisce a creare un contesto di cambi estremamente favorevole per lesocietà europee esportatrici.
– Il crollo del prezzo del petrolio (-46% nel 2014 espresso in $) è di aiuto allacrescita. Questa flessione andrà tra l’altro a vantaggio dei titoli legati ai consumi chesfrutteranno la ridistribuzione del potere di acquisto.

Questi fattori giocano a favore di un recupero tattico delle azioni europee.

Datala normalizzazione delle valorizzazioni seguiremo da vicino la crescita degli utili perazione delle aziende.

Gli Stati Uniti escono da un anno record: si conferma l’ottima tenuta dell’economia(+5% di crescita nel Q4 2014), mentre gli indici hanno raggiunto i massimi storici(+11,4% nel 2014 per l’S&P 500). Questa dinamica suscita però alcune incertezze.
– Il rialzo dei tassi americani a breve è ormai questione di mesi: tutti gli indicivanno nel senso di una normalizzazione della politica monetaria benché la tempisticane sia ancora difficilmente prevedibile.
– L’inversione di rotta nella politica della banca centrale impatterà i mercatiazionari che continueranno il loro movimento al rialzo solo se saranno sostenutidalla crescita degli utili aziendali.
In questo scenario si profilano dei mercati americani più esigenti e quindi piùvolatili all’inizio di quest’anno.

Il nostro focus europeo non ci porta però a dimenticare i mercati emergentiche continuano complessivamente a crescere, nonostante alcuni comportamentidisomogenei.
– Allorché il mercato russo è in picchiata, la Cina sfrutta la volontà del governo disostenere l’economia (+58 % durante l’anno per il Shangai A share).
– La flessione del petrolio va a vantaggio dei pesi massimi tra gli emergenti:specialmente l’India, la Cina e la Turchia.

Manteniamo le nostre convinzioni circa alcuni titoli esposti ai paesi emergenti, grazieanche alla tematica dei consumi.