Robeco: “Preferiamo i bond subordinati emessi da banche e assicurazioni”

Peter Kwaak, portfolio manager del fondo Robeco Investment Grade Corporate Bonds, risponde alle domande di Fondi&Sicav sui corporate bond investment grade denominati in euro 

Robeco logo

Quali sono le ragioni che hanno permesso agli investment grade corporate bond in euro di comportarsi meglio dei government bond dell’eurozona negli ultimi mesi? Perché il rischio politico ha avuto conseguenze di poco conto sulle quotazioni dei bond societari?

Le obbligazioni corporate beneficiano della ricerca di rendimento che continua a guidare le scelte di investimento. I tassi sui governativi sono a livelli molto basi o perfino in territorio negativo come nel caso della Germania. Gli investitori sono disposti a esporsi a rischi maggiori per raggiungere i propri obiettivi di rendimento. E’ una dinamica che riscontriamo anche sul mercato del credito del Vecchio Continente dato che il programma di acquisti di Francoforte ha portato a una compressione degli spread sul mercato delle obbligazioni corporate. Il rischio politico, soprattutto quello relativo alle elezioni francesi, è stato ben visibile nell’allargamento dello spread sui governativi francesi e sui titoli di quegli emittenti più vicini alle dinamiche governo. L’effetto sui corporate bond al di fuori del segmento finanziario è stato molto limitato, sostenuto dal programma di acquisti sul settore societario della Bce. L’elezione di Macron a presidente significa che il rischio che la Francia abbandoni l’Europa o l’euro non rappresenta una questione all’ordine del giorno, e questo fatto ha innescato un importante rally nel segmento.

Nell’attuale contesto di mercato, quali investment grade corporate bond sono da preferire in termini di duration, settori di appartenenza delle società emittenti o altri fattori che ritenete prioritari nella selezione dei singoli titoli?

La Bce acquista dall’anno scorso bond senior di emittenti non bancari all’interno dell’Eurozona. I rendimenti in quei settori sono abbastanza contenuti, nonostante gli spread siano oggi più ampi rispetto all’estate scorsa. Preferiamo però obbligazioni con una duration inferiore in quanto ci aspettiamo che la Bce riduca il suo programma di acquisti nel 2018. Abbiamo una preferenza per i bond subordinati emessi da banche e assicurazioni, dato che gli elevati spread offrono una forma di protezione contro il possibile incremento dei rendimenti. In linea di principio, in questo momento preferiamo assumere rischio di credito piuttosto che rischio sui tassi di interesse. Gli ibridi societari, che sono obbligazioni subordinate emesse da società non finanziarie, seguono il medesimo andamento: offrono spread tra i 250 e i 300 punti base sul bund per obbligazioni con rating tripla “B” che ci attendiamo saranno riscattate tra 4/5 anni. Un ulteriore fattore importante è rappresentato dal rischio Paese. La volatilità legata a eventi come le elezioni negli Stati Uniti e in Francia, fornisce opportunità interessanti sfruttabili con un approccio di investimento globale sul mercato del credito. Basandosi sulle valutazioni è indifferente che queste opportunità si trovino nei corporate bond messicani o nei finanziari francesi, fintanto che viene ripagato il rischio-Paese. Inoltre, poiché continuiamo a credere che i fondamentali siano importanti, la ricerca su società e Paesi è un elemento fondamentale del nostro processo di investimento.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
Advertisement