Romania, calo investimenti, consumi guidano la crescita

a cura di Stefania Basso

Incertezza politica del paese rappresenta forte rischio al ribasso. Il commento di Agata Urbanska-Giner, Economist di HSBC Bank

Il pil è cresciuto del 2,9% anno su anno nel 2014 contro il 2,7% previsto a inizio anno da HSBC. Ma la composizione della crescita è stata molto più debole rispetto alle stime. La crescita è stata trascinata principalmente dai consumi, mentre gli investimenti hanno contribuito negativamente. Su base cumulativa gli investimenti in Romania sono scesi di circa il 50% dal 2008, un rendimento debole rispetto a quello dei paesi del CE3. Il pil totale si è risollevato superando il livello del 2008 nel 2014, grazie soprattutto alla crescita solida delle esportazioni. Ciò ha contribuito al miglioramento strutturale della bilancia dei pagamenti. Ma nel 2014 sono stati perlopiù i consumi a guidare la crescita.

La stima della crescita del pil 2015 di HSBC è rimasta invariata al 2,9% anno su anno, anche se è aumentata la previsione di crescita dei consumi mentre si stima un contributo negativo delle esportazioni nette, dato che la crescita delle importazioni potrebbe essere più solida. La ripresa robusta degli investimenti è invariata ma gli investimenti rappresentano il settore a maggior rischio.

La crescita dei consumi è supportata dal miglioramento del mercato del lavoro, dall’aumento della fiducia nei consumi e dalla crescita del credito al consumo. La crescita dei costi salariali è aumentata di oltre il 5% anno su anno in termini reali entro la fine del 2014. E’ guidata perlopiù dai salari nominali ma anche l’occupazione ha contribuito in positivo negli ultimi tre anni. Il calo degli investimenti è stato collegato alla contrazione degli investimenti pubblici. Lo scorso anno gli investimenti sono stati influenzati negativamente anche dalla tassa sulle nuove costruzioni. Nel 2015 si stima una ripresa grazie al rafforzamento della domanda e alla scadenza nel 2016 dell’utilizzo dei fondi europei 2007-2013. Ma l’incertezza politica – le accuse di corruzione e l’instabilità del presente Governo che crea il rischio di un’elezione anticipata – rappresenta un forte rischio al ribasso per le previsioni di HSBC.

La Banca centrale ha tagliato i tassi di interesse di 50 punti base a gennaio e a febbraio portandoli al minimo storico di 2,25% e ha allentato ulteriormente le condizioni di liquidità, spingendo i tassi del mercato monetario a tre mesi all’1% circa. Il CPI ha toccato il minimo storico dello 0,4% anno su anno nei primi due mesi del 2015 ma potrebbe tornare al livello target della banca centrale del 2,5% su un orizzonte temporale di 12 mesi, dato che la deflazione dei prezzi degli alimentari e dei prezzi del carburante sta venendo meno.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.