Rotazione dai difensivi ai titoli ciclici

A cura di Stefania Basso

Gli investitori hanno sottopesato le utility privilegiando le aziende a crescita ciclica, che beneficeranno di un’economia solida. Commento settimanale sul mercato USA di Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock

Le azioni americane hanno iniziato la settimana scorsa in positivo. L’indice S&P 500 ha toccato nuovi massimi mentre l’indice Nasdaq Composite ha superato i 5.000 punti per la prima volta negli ultimi 15 anni. L’euforia, tuttavia, non è durata e i titoli hanno toccato poi il minimo delle ultime tre settimane. A fine settimana l’indice Dow Jones Industrial Average è sceso dell’1,52% a 17.856 punti, l’indice S&P 500 ha perso l’1,57% a quota 2.071 e il Nasdaq ha lasciato sul terreno lo 0,72% a 4.927 punti. Il rendimento del treasury decennale è salito dal 2,00% al 2,25% e il prezzo di conseguenza è sceso.

Con il Nasdaq ai massimi dal boom delle dot.com e il mercato azionario che entra nel settimo anno di rialzo (toro), molti investitori tornano a temere la bolla dei titoli. Secondo il team di BlackRock il pericolo nell’immediato riguarda piuttosto un’azione più aggressiva da parte della Federal Reserve.

Con il mercato toro tra i più longevi di sempre e il Nasdaq ai livelli della passata bolla tecnologica, è forse il momento di uscire dai titoli? Per gli investitori a lungo termine la risposta è negativa.
La differenza tra i listini di oggi e quelli di 15 anni fa è enorme. Durante il picco del 2000 l’indice S&P 500 ha scambiato a circa 30 volte gli utili trailing mentre il Nasdaq ha scambiato 175 volte gli utili. trailing Oggi i dati sono pari a 18,5 e 31 rispettivamente, vale a dire un valore non così a buon mercato ma certamente assai meno intenso.

Inoltre, il rendimento del buono del tesoro a dieci anni ha superato il 6% 15 anni fa, contro il 2% circa di oggi. Ciò indica che il premio per il rischio dei titoli rispetto alle obbligazioni (cioè il plusvalore dei titoli rispetto ai treasury) è molto più elevato oggi rispetto ad allora. In altre parole, le valutazioni sono più interessanti su base relativa. Fuori dagli Stati Uniti i prezzi dei titoli appaiono ancora più ragionevoli. L’indice MSCI All-Country World Index ex-U.S sta scambiando a circa 16 volte gli utili trailing, ben al di sotto della media di lungo periodo.

Questo non significa escludere la possibilità di un eventuale mercato “orso”. Le aziende a crescita secolare, come i social media e quelle con una lenta crescita dei dividendi, come le utility e i REIT, sono molto care. Ma in generale, il contesto di utili solidi ha mantenuto le valutazioni lontane dai livelli toccati durante il picco del 2000.

Il team di BlackRock rimane positivo sui titoli nel lungo termine, ben consapevole della vulnerabilità del mercato americano nel breve termine. E’ quello che è successo la settimana scorsa, quando i titoli americani hanno perso terreno mentre Europa e Giappone continuavano a salire. Sino a questo momento i commenti favorevoli delle autorità della Fed hanno confortato gli investitori. Ma il rapporto inaspettatamente solido dei salari non agricoli di venerdì scorso ha ricordato agli investitori che il 2015 potrebbe essere l’anno di un nuovo ciclo di stretta, il primo in quasi un decennio.

Il rapporto dell’occupazione di febbraio ha confermato la solidità del mercato del lavoro americano. I nuovi posti di lavoro sono stati pari a 295.000, ben al di sopra delle attese, con un guadagno particolarmente evidente nei settori ciclici. Negli ultimi sette mesi gli Stati Uniti hanno creato due milioni di posti di lavoro netti. Tuttavia anche se la creazione dei posti di lavoro ha toccato il livello più elevato dalla fine degli anni ’90, i problemi strutturali persistono. Lo scorso mese infatti sono scesi sia il tasso di partecipazione della forza lavoro, sia la retribuzione oraria.

Il dato sull’occupazione, tuttavia, è molto elevato, tale da indicare un aumento dei tassi di interesse da parte della Fed a giugno o settembre. Le prospettive di un aumento anticipato rispetto alle attese ha spinto i tassi al rialzo venerdì. Il rendimento dei treasury a due anni ha superato lo 0,70%, mentre il rendimento decennale è rimbalzato al di sopra del 2,25% per la prima volta dalla fine di dicembre. Altri attivi sensibili ai tassi sono stati venduti in modo massiccio: le utility hanno perso il 13% dai massimi di gennaio e l’oro, che è sceso di oltre 30 dollari venerdì, ha scambiato al di sotto dei 1.200 dollari l’oncia per la prima volta dall’inizio di gennaio.

Dal recente flusso dei fondi si evidenzia la rotazione dai titoli difensivi alle aziende più cicliche. La scorsa settimana gli investitori hanno investito 2,3 miliardi di USD in ETF del settore dei beni di consumo ciclici e hanno disinvestito 1,6 miliardi di USD dagli ETF del settore utility. Tale rotazione potrebbe continuare secondo il team di BlackRock. Gli investitori hanno sottopesato le utility privilegiando le aziende a crescita ciclica, che beneficeranno di un’economia più solida.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.