Ruggero Bertelli: gli errori nella fase di scampato pericolo

Ruggero Bertelli, docente di gestione della banca, gestione del rischio di credito e gestione dei rischi finanziari all’Università di Siena e autore di numerosi libri, è anche il più conosciuto esperto in Italia di finanza comportamentale.

Si tratta di una materia che nelle società di distribuzione di prodotti finanziari si coltiva sempre di più, specie in momenti difficili come quelli attuali. I consulenti, che peraltro sono uomini e sono sottoposti agli stessi stress dei loro clienti, devono sapere prendere e fare prendere decisioni in maniera razionale, anche quando di razionalità ce n’è veramente poca. Occorre che sappiano mantenersi ben saldi rispetto agli obiettivi e alle strategie di lungo periodo che i clienti si sono dati. E chiaramente non è facile, specie in momenti in cui non solo i mercati sembrano sull’orlo di un crollo, ma l’intera società. La finanza comportamentale insegna proprio a mantenere i piedi ben appoggiati sul terreno, anche quando tutto sembra crollare.

Ma non ci sono solo fasi turbolente. Ci sono momenti di euforia che richiedono una gestione altrettanto attenta. I pericoli, per certi versi, in questi momenti possono essere anche maggiori: le bolle finanziarie, la sensazione che la fase positiva possa andare avanti all’infinito, credere che le esperienze del passato non servano a nulla, la nascita di nuovi idoli sono tutti elementi che possono rendere molto difficile operare. E nella situazione attuale, in cui il sentiment di “scampato pericolo” è fortissimo, agganciarsi con forza alla finanza comportamentale è molto importante. Esattamente come nelle fasi di rischio estremo. Bertelli in Italia è certamente una delle poche persone in grado di fornire punti di appoggio certi a investitori e professionisti della finanza.

Dopo i mesi bui del Covid, quali sono gli errori che un consulente finanziario o un investitore possono fare in una fase di scampato pericolo?

«La metafora del “ponte” di Powell del luglio 2020 è stata una di quelle che mi sono piaciute di più: compito della politica monetaria e fiscale, in tempo di Covid, è portarci, per decreto, al di là del baratro, costituito dalla recessione globale. Il ponte è stato costruito in tempi rapidi e ha consentito di attendere positivi sviluppi sul fronte sanitario. Ora stiamo per mettere piede sull’altra sponda, dopo il baratro, e l’economia deve mettersi a camminare sulle proprie gambe. Un errore che è possibile compiere è quello derivante della “dominanza della negatività” (Kahneman), che non ci consente di essere “simmetrici” nelle valutazioni di minacce e di opportunità. Non credere fino in fondo allo scampato pericolo. Attendere conferme. E, dunque, perdere le opportunità. Se ci guardiamo alle spalle e osserviamo il grado di liquidità esistente ancora oggi nei portafogli, non c’è dubbio che alcune opportunità sono state perse. È il nostro “vizio”, come investitori, di chiederci “quando” investire: è il momento? Proprio ora? I consulenti lo sanno, o lo dovrebbero sapere: non conta quando, ma come si investe». 

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