Russia, migliorano le prospettive

A cura di Stefania Basso

Recessione lieve anche grazie a politiche monetarie accomodanti. Outlook mensile su Russia e Turchia di AllianceBernstein

Malgrado i dati di crescita del pil del quarto trimestre superiori alle attese (pubblicati a fine marzo), i più recenti dati economici mensili della Russia indicano l’inizio della recessione, a causa perlopiù della forte contrazione della domanda interna. Stando alle stime del Ministro dell’Economia, la produzione reale potrebbe essere scesa di circa il 2,5% nei primi due mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il rimbalzo del prezzo del petrolio (prima delle attese) dai minimi di gennaio, congiuntamente alla stabilizzazione del rublo, lasciano presagire che il calo della produzione economica di quest’anno sarà meno forte rispetto alle attese preliminari. Il pil reale della Russia potrebbe scendere di circa il 3,0% nel 2015 se il prezzo del Brent rimarrà intorno ai 60 dollari al barile per gran parte dell’anno in corso prima di salire moderatamente nel quarto trimestre e nel 2016.

La recessione sarà più lieve anche grazie a politiche monetarie più accomodanti rispetto a quanto stimato solo un paio di mesi fa. L’inflazione potrebbe toccare il picco sotto il 20% entro metà anno e scendere al 15% entro fine anno, consentendo alla banca centrale russa di effettuare ulteriori riduzioni nei prossimi mesi.

I rischi tendono ancora verso una crescita più debole e un’inflazione più elevata – in particolare se dovesse calare il prezzo del petrolio e se le tensioni geopolitiche dovessero esercitare nuove pressioni sul rublo.

In Turchia il livello di tensione politica rimane elevato e non si attenuerà sino a che la popolazione non sarà chiamata alle urne. Il pil del quarto trimestre più elevato delle attese e l’inflazione di marzo superiore alle attese (a causa dei prezzi dei generi alimentari) hanno ridotto ulteriormente le possibilità per la banca centrale turca di ridurre ancora i tassi quest’anno. La banca potrebbe mantenere i tassi al 7,50% prima di un aumento di 50 punti base nel quarto trimestre in risposta alla probabile stretta della Fed e all’inflazione interna ostinatamente elevata.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.