Scossa tellurica per le banche greche

A cura di Rocki Gialanella

La Borsa di Atene ha perso più del 3% nella seduta di ieri, con le entita’ bancarie del paese pienamente coinvolte nell’ennesimo capitolo della tragedia

L’Ase, il principale indice azionario del paese, ha toccato nuovi minimi che non si registravano dal 2012. Le cadute sono state particolarmente evidenti nel caso della Piraeus Bank, che ha ceduto il 9,5% o della National Bank of Greece (-7,3%). Sul tavolo delle trattative c’è la possibilità che si verifichi l’insolvenza del paese, dopo che il Governo ha approvato un decreto che obbliga le entità pubbliche a trasferire le rispettive riserve alla Banca Centrale di Grecia affinché lo Stato possa far fronte ai suoi problemi di liquidità.

Concretamente, si tratta di operazioni di riacquisto (repos), che consentono allo Stato di chiedere fondi in prestito per un periodo massimo di quindici giorni a entità pubbliche. Le società pubbliche trasferiscono i fondi alla Banca di Grecia e, successivamente, lo Stato li restituisce con gli interessi (al tasso vigente).

L’introduzione di questa misura d’urgenza non ha fatto altro che aggravare la percezione che gli investitori hanno del paese e innescare l’avvio di una nuova giornata di profonde turbolenze sia nel mercato azionario che in quello dei titoli di stato. Ieri il titolo di stato decennale ellenico offriva un rendimento del 13,4%, mentre quello con scadenza quinquennale scavalcava il 20%. Lo spread rispetto ai bund tedeschi ha raggiunto quota 1.300 basis points.

In siffatto scenario, l’agenzia di rating Standard and Poor’s ha mantenuto l’outlook negativo per quattro tra le più importanti entità bancarie elleniche che potrebbero dichiarare lo stato d’insolvenza nel caso in cui il Governo non riesca a trovare una soluzione per la gestione del debito pubblico. Si tratta di Alpha Bank, Eurobank, Banca Nazionale di Grecia e Banca del Pireo.

Senza l’appoggio delle autorità europee, Standard and Poor’s crede che il fallimento di queste banche sarà inevitabile nel corso dei prossimi sei mesi. Lo scorso 15 aprile, l’agenzia aveva rivisto al ribasso il livello di affidabilità creditizia della grecia da B- a CCC+ a causa dell’incertezza che domina le negoziazioni con i creditorie lo sblocco dei programmi di finanziamento/salvataggio.

La maggior parte dei titoli bancari greci si trova in una situazione disperata. Nessun titolo presenta un valore superiore all’euro. La Nationa Bank of Greece è l’esempio più eclatante dell’ecatombe che sta colpendo il settore bancario: nel 2007 l’azione valeva 182 euro ed ora vale 0,97 euro. Dall’inizio dell’anno cede il 37%. Altri casi di tracollo sono quelli dei titoli Eurobank Engasias, la terza banca del paese, e di Attica Bank, la quinta. La prima quota 0,08 euro (-53% da gennaio), la seconda 0,042 euro.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.