Segnali dalle riserve liquide

A cura di Rocki Gialanella

L’ultima inchiesta realizzata da Merrill Lynch tra i gestori internazionali evidenzia come il peso della liquidita’ all’interno dei portafogli si sia portato su livelli nettamente superiori alla media storica

Le prime due settimane di luglio non sono state un periodo tranquillo per gli investitori. Di conseguenza, un numero crescente di operatori privati ed istituzionali ha preferito limitare i rischi e cominciare ad accumulare liquidità piuttosto che destinare ulteriori risorse ai mercati azionari ed obbligazionari. Questo è il risultato principale che emerge dall’inchiesta condotta da Merrill Lynch su un panel di money manager di ogni parte del pianeta.

La crisi ellenica, la significativa inversione di tendenza delle Borsa cinesi e l’ormai vicina inversione di rotta dei tassi d’interesse negli Stati Uniti hanno mantenuto, tra il 2 e il 9 luglio, su livelli molto elevati il grado di allerta tra gli investitori. I 191 gestori interpellati da Merrill Lynch -che si occupano di un asset under management di circa 5 mld di usd- hanno posto l’accento su queste questioni al momento di formulare delle scelte d’investimento.

La conseguenza principale è stata una riduzione dell’appetito per il rischio e un aumento continuo dei livelli di liquidità. Il peso della liquidità all’interno dei portafogli è salito fino al 5,5%, il livello più alto dal 2008, poco dopo l’annuncio del default di Lehman Brothers e il collasso del sistema bancario statunitense.

Nonostante ciò, la maggior parte degli operatori resta fiduciosa sul futuro dei listini e crede che l’imponente liquidità rappresenti un segnale importante di acquisto. Storicamente, quando il livello medio della liquidità nei portafogli si porta al di sopra del 4,5%, si genera un segnale di acquisto per i mercati azionari. Al contrario, un segnale di vendita viene generato da un calo della liquidità al di sotto del 3,5%.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.