Sella Sgr: “Privilegiamo i settori ciclici”

Il contributo di Davide Albani, responsabile azionario di Sella Sgr, all’inchiesta di Fondi&Sicav sull’azionario Italia

 

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Davide Albani, Sella
Davide Albani, Sella Sgr

La Borsa italiana è tornata sui livelli del primo trimestre 2015 dopo aver recuperato più del 25% rispetto ai minimi registrati a giugno 2016. Quali sono le vostre aspettative per l’anno in corso e nel medio termine (3-5 anni)? Quali variabili ritenete siano in grado di alimentare il rialzo del listino nel medio termine?

Le aspettative per il 2019 sul listino italiano sono moderatamente costruttive dopo un 2018 molto difficile che ha portato a un derating significativo del nostro mercato, ovvero a una discesa delle capitalizzazioni di mercato ben superiore a quella che è stata finora la revisione al ribasso degli utili. Di fatto il mercato ha anticipato revisioni drastiche degli Eps per il 2019 prezzando discrete possibilità di una recessione a livello domestico. Il mercato azionario italiano è arrivato a trattare a inizio anno intorno alle dieci volte gli utili attesi per il 2019, il 15-20% di sconto rispetto alla media storica. Riteniamo il rischio di una vera recessione probabilmente sovrastimato per quest’anno soprattutto tenuto conto che commercio e investimenti a livello globale potrebbero migliorare in seguito a una possibile tregua commerciale tra Usa e Cina. I consumi dovrebbero continuare a essere un po’ più resilienti grazie a un mercato del lavoro ancora in leggero rafforzamento e allo stimolo della spesa pubblica.
Sul medio/lungo termine credo sia più difficile fare previsioni in quanto la performance del nostro listino, una volta ridotto il gap valutativo, sarà in gran parte determinato dall’andamento dell’economia globale e quindi dal materializzarsi o meno della recessione nei prossimi anni.

Quali sono le vostre scelte in termini di asset allocation? Rispetto a quali settori o tipologie di azioni mantenete un sovrappeso all’interno del vostro portafoglio?

Per quanto concerne le scelte di allocazione settoriale per l’anno in scorso, visto le aspettative sopra evidenziate tendiamo a sottopesare i settori più difensivi come le utilities e i consumi di base, privilegiando la componente ciclica, in particolare gli industriali e in misura minore i finanziari. La parte ciclica, in particolare quella globale, è esposta al possibile recupero dell’Asia e in caso di accordo commerciale tra U.S. e Cina può risultare attraente. I finanziari italiani invece per quanto penalizzati dal contesto politico e macroeconomico hanno raggiunto a fine anno scorso minimi valutativi probabilmente eccessivi considerato il buon lavoro svolto dai management nella riduzione dei costi operativi e il miglioramento dei trend nella qualità degli attivi. A livello di quota azionaria saremmo comunque pronti a prendere un po’ di profitto in caso di rally importanti del mercato in previsione della possibile turbolenza che potrebbe manifestarsi nella seconda parte dell’anno.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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