Sempre più forte l’onda coreana, ma con qualche ombra

a cura di Pinuccia Parini

La Corea del Sud si presenta come uno dei paesi culturalmente più vivaci, innovativi e tecnologicamente avanzati dell’Asia. Il suo modello di contrasto alla diffusione del Covid-19 ha ottenuto plausi a livello internazionale. L’approccio, che ha visto l’impiego sistematico di test, la tracciabilità dei contatti e le misure di quarantena, ha permesso alla nazione di mantenere i tassi di diffusione del virus molto contenuti.  Agli inizi di luglio la Corea ha segnalato 161.541 infezioni durante la pandemia ed è stato vaccinato il 29% della popolazione. Il ministro dell’economia e delle finanze, Hong Nam-ki, ha dichiarato che c’è stato un discreto successo della nazione, sia nel controllo delle infezioni, sia nelle vaccinazioni e, per tale motivo, in un’intervista rilasciata all’emittente americana Cbnc, ha sottolineato che l’impegno attuale del governo è promuovere la crescita economica, pur mantenendo in essere una serie di misure sanitarie di contenimento. 

Equity in forte ascesa

Il Kospi, l’indice di riferimento della borsa coreana, tratta ai massimi storici e, dall’inizio dell’anno è salito del 13,2% (dato all’8 luglio), con un apprezzamento del 50,3% negli ultimi 12 mesi. Il 2021 potrebbe inoltre rivelarsi un anno particolarmente ricco per le Ipo, con quotazioni attese per circa 18 miliardi di dollari, con molte startup alla ribalta. Le nuove matricole toccano diversi comparti: sviluppatori di giochi, produttori di batterie per veicoli elettrici, startup di e-commerce e una banca digitale. Questa intensa attività è in contrasto con quanto avvenuto lo scorso anno, caratterizzato soprattutto nel primo trimestre dalla diffusione del Covid-19 e dai timori legati alla recessione. I regolatori sudcoreani stanno però intensificando il controllo delle grandi Ipo poiché le loro elevate valutazioni hanno generato preoccupazioni sulla possibilità che si creino bolle nel mercato. Krafton, la società che ha lanciato PlayerUnknown’s Battlegrounds, un gioco che ha riscontrato un grandissimo successo globale, ha abbassato il prezzo dell’Ipo di oltre il 10% e ha ridotto le dimensioni dell’emissione di quasi un quarto sotto la pressione dei regolatori finanziari, che hanno chiesto all’azienda di fugare alcune incertezze e spiegare come sia stato deciso il prezzo di quotazione. Krafton, di cui il colosso internet cinese Tencent è azionista, aveva cercato di raccogliere 5 miliardi di dollari in quella che doveva essere la più grande quotazione in assoluto della Corea.  Biosensor, un produttore di kit di test Covid-19, ha ridotto la sua fascia di prezzo Ipo di quasi il 40%, dopo avere ricevuto un simile avviso.

Hightech, healthcare e hallyu

Nel paese si assiste inoltre a un vero e proprio boom che, oltre all’hitech e all’healthcare, riguarda le aziende legate allo hallyu, ovvero al comparto dell’entertainment coreano: musica, fumetti digitali, serie tv, videogiochi e prodotti di lifestyle (cosmetici). Quest’ultimo è un fenomeno singolare, grazie al quale la Corea è riuscita a esportare una parte della sua cultura a livello globale, superando le frizioni e gli scontri di natura geopolitica con i paesi vicini. La traduzione del termine è “onda coreana” e si tratta di un vero e proprio fenomeno socio-culturale che ha fatto diventare la Corea del Sud uno dei centri della cultura pop più importanti al mondo e un esportatore di “softpower”. Fra le azioni legate al fenomeno hallyu si trovano Hybe (casa discografica), Naver e Kakao (servizi internet che stanno entrambi per fare lo spinoff della propria divisione fumetti digitali), Lg H&H (cosmetici), AmorePacific (cosmetici), Netmarble (videogiochi), la già citata Krafton (videogiochi) e StudioDragon (produzione tv drama). In questo contesto, emergono preoccupazioni che possano insorgere bolle speculative e queste ultime non riguardano solo il mercato azionario. 

L’immobiliare alle stelle

Nel paese, negli ultimi anni, si è assistito a un brusco aumento degli investimenti immobiliari considerati speculativi, facendo sorgere alcuni punti di domanda sull’adeguatezza delle misure in atto per impedire il fenomeno che causa, inevitabilmente, un aumento dei prezzi. Uno degli indicatori di quanto descritto è la forte crescita degli acquisti da parte degli investitori stranieri, che nel 2020 possedevano 21,35 milioni di metri quadri, +78% dal 2016. Inoltre, nei primi tre mesi del 2021, il numero di transazioni, sia nel mercato mobiliare, sia residenziale, ha toccato un nuovo massimo. L’attività degli investitori stranieri si è concentrata soprattutto a Seoul e nelle città limitrofe e la facilità con cui possono operare sul mercato fa sorgere la preoccupazione che possano diventare un serio problema per il Paese. Intanto l’indicatore dei prezzi delle case segna quasi due anni di crescita interrotta. 

La forza dell’economia

Da un punto di vista economico, invece, la situazione offre segnali decisamente incoraggianti. Lo scorso 28 giugno il governo della Corea del Sud ha rivisto significativamente al rialzo le stime della crescita per l’anno in corso: dal 3,2% al 4,2%. Le ragioni di questo aggiornamento delle previsioni sono da ricercare soprattutto in due fattori: le esportazioni più forti del previsto e il rimbalzo dei consumi, grazie alla crescente copertura vaccinale e all’annuncio di un budget straordinario. Il recupero è importante, se si pensa che il Pil della Corea del Sud è sceso dello 0,9% nel 2020, registrando la più grande contrazione annuale dal 1998, a causa delle misure di lockdown che hanno pressoché paralizzato l’attività economica della quarta economia asiatica. Le stime del Pil elaborate dal Ministero delle finanze sono superiori a quelle pubblicate un mese prima dalla Banca centrale coreana, che aveva rivisto al rialzo la crescita per il 2021, portandola dal 3% al 4% e dal 2,5% al 3% quella per il 2022. Nel primo trimestre del 2021 la Corea del Sud è diventata uno dei primi paesi dell’Ocse a riprendersi ai livelli pre-pandemia, con le esportazioni in aumento per le riaperture delle principali economie e gli investimenti domestici in ripresa, sostenuti da un programma di aiuti statali di 110 trilioni di won, annunciato alla fine dello scorso anno, 58 trilioni dei quali saranno spesi durante la seconda metà del 2021 per costruire alloggi pubblici, ferrovie e porti. L’esecutivo si aspetta che l’economia continui a mostrare la sua forza anche nel secondo semestre, vista la generalizzata ripresa globale e l’impulso che arriva dall’industria dei semiconduttori. Proprio per questa ragione, ci si attende che le esportazioni aumentino del 18,5% nel 2021 a un record di 607,5 miliardi di dollari, grazie alla crescente domanda globale di chip di memorie. Il governo ha deciso anche di varare un budget supplementare il cui obiettivo è facilitare la ripresa dei consumi, anche attraverso l’emissione di vari buoni sconto e l’offerta di cash back sulle spese con carta di credito. L’ammontare deciso è di 33 trilioni di won (29,2 miliardi di dollari) che l’esecutivo prevede creerà 164 mila nuovi posti di lavoro. Per quanto riguarda la sua allocazione, circa 15,7 trilioni di won saranno destinati a sostenere le piccole imprese e le famiglie, mentre 2,6 trilioni saranno utilizzati per aiutare le persone in cerca di lavoro. Inoltre, 4,44 trilioni di won serviranno per acquistare vaccini Covid-19 e aumentare i test sul coronavirus. 

Ancora stimoli

Il budget supplementare arriva in un momento in cui il partito di governo (il Partito democratico) sta cercando di riguadagnare consensi tra la popolazione, in vista delle elezioni presidenziali che si terranno il prossimo in anno. Il consenso nei confronti del presidente Moon Jae-in è in calo e si è attestato al 38% nella settimana di fine giugno-inizio di luglio. Anche il suo partito ha perso terreno toccando il 29,6% contro il 37,7% del People power party, principale oppositore. Le proiezioni per le presidenziali del 2022 vedono in vantaggio il candidato conservatore, l’ex procuratore generale Yoon Seok-youl, il cui antagonista è Lee Jae-myung, governatore della provincia di Gyeonggi, che si candida per i Democratici. Il 7 aprile 2021, il Partito democratico (Dp) ha perso importanti elezioni suppletive nelle due più grandi città della Corea del Sud: Seul e Busan. È stata la peggiore sconfitta elettorale del partito al governo da quando è entrato in carica nel maggio 2017. Ma quali sono le motivazioni di una così cocente débâcle? Chung Min Lee, senior fellow nell’Asia Program di Carnegie Endowment for International Peace, indica motivazioni di carattere interno. Il Partito democratico ha deciso di governare senza creare consenso sulle decisioni da assumere, ha aumentato le tasse sugli immobili e sull’assicurazione sanitaria, ignorando l’impennata dei prezzi delle case. Ha altresì trascurato l’ondata di scandali che ha coinvolto funzionari di alto rango come l’ex ministro della giustizia. Inoltre, ha punito coloro che hanno criticato le atrocità dei diritti umani della Corea del Nord. Ultimo, ma non meno importante, i sudcoreani si sono stancati della retorica dell’esecutivo sulle capacità nel combattere la pandemia, mentre la percentuale dei vaccinati è rimasta molto bassa per diversi mesi. La perdita di consenso di Moon riguarda quasi tutte le fasce di età della popolazione, ma è particolarmente evidente tra i più giovani, che si sono spostati verso il Partito conservatore. Una scelta definitiva in vista delle presidenziali del 2022? Forse è prematuro affermarlo, ma sicuramente emerge chiaro il segnale che il sostegno dei più giovani non deve essere dato per scontato, bensì conquistato. Infine, nell’analizzare la perdita di sostegno del presidente Moon, c’è anche la politica estera che, soprattutto nei confronti degli Stati Unti, necessita di essere risintonizzata sulle priorità della nuova amministrazione, anziché puntare alla realizzazione di incontri trilaterali tra con la Corea del Nord e gli Stati Uniti. E poi rimane la gestione dei rapporti con i paesi vicini, Cina e Giappone in testa.

Le vulnerabilità

Nel frattempo la pandemia ha esacerbato ulteriormente le diseguaglianze sociali, aumentando la disparità di reddito. Il coefficiente di Gini della Corea del Sud nel 2020 è salito allo 0,306 (calcolato su base oraria). Per fascia di età, le persone pari o inferiori a 20 anni sembrano essere state maggiormente colpite dalla pandemia in termini di reddito da lavoro, con un coefficiente in aumento di 0,017, rispetto allo 0,011 per coloro che si trovano tra 30 e 54 anni e a 0,014 per quelli di età pari o superiore a 55 anni. L’indice di vulnerabilità del Paese è a 58,9 nei primi tre mesi del 2021, rispetto a 41,9 del trimestre precedente, ed è aumentata ai livelli della crisi finanziaria del 2008, come ha dichiarato la stessa Banca centrale, che ha chiesto un impegno affinché non aumentino gli squilibri finanziari causati dal mercato immobiliare e da quello degli asset digitali. ll rapporto tra i prezzi delle case e il reddito medio è aumentato del 13% alla fine dello scorso anno rispetto al 2019, segnando il più alto aumento tra le principali economie. Il debito delle famiglie è salito alle stelle a un record di 1.765 trilioni di won (1,55 trilioni di dollari) a marzo, con un incremento del 9,5% rispetto all’anno precedente. In sostanza, le indicazioni sono che i potenziali rischi che gravano sull’economia coreana sono cresciuti, nonostante arrivino segnali positivi, le esportazioni registrino un boom e il governo abbia lanciato un altro pacchetto di stimoli. Tanti segnali di forza, ma anche di debolezza, che non devono essere ignorati.

leggi il numero 136  

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