Sempre più sotto terra

I rendimenti dei bond di alta qualità sono sprofondati nel post-Brexit. Mark Haefele global chief investment officer e Matthew Carter global investment office di Ubs

Nel 1998, il gruppo inglese dei Jamiroquai pubblicava una canzone di grande successo «Deeper underground», ovvero «sempre più sotto terra». Diciotto anni dopo, tale titolo è la descrizione perfetta della reazione che i rendimenti delle obbligazioni globali di alta qualità hanno espresso dopo il referendum britannico. A fine giugno, Eur 10,6 bilioni di debito sovrano dei paesi sviluppati scambiavano a zero o con rendimenti negativi. Solo la settimana scorsa, i rendimenti a 10 anni dei titoli di Stato britannici, statunitensi e tedeschi toccavano i minimi record di 0,73%, 1,32% e –0,2%.

Il risultato ancora più estremo della domanda elevata è stata la discesa in territorio negativo dell’intera curva dei titoli di Stato svizzeri, con il tasso di sconto del debito svizzero a 50 anni scivolato a –0,03%. Ci attendiamo che le banche centrali rispondano all’incertezza economica e politica post Brexit con nuove misure di allentamento. Per evitare una recessione, la Bank of England porterà probabilmente a zero il tasso base prima di fine anno. Ulteriori cali dei mercati finanziari potrebbero indurre la Banca centrale europea ad aumentare gli acquisti mensili di titoli da Eur 80 mld/mese o prolungare l’allentamento quantitativo oltre marzo 2017.

E la Federal Reserve statunitense deve valutare gli effetti di un rafforzamento del dollaro sull’economia nazionale e mondiale, prima di aumentare i tassi. Abbiamo rivisto al ribasso le previsioni dei tassi dei mercati sviluppati per rispecchiare la politica delle banche centrali «più bassi più a lungo». I rendimenti dei titoli di alta qualità potrebbero affondare ancora di più. Quindi se acquistare obbligazioni con rendimenti negativi e detenerle fino a scadenza genera delle perdite, il debito di alta qualità può trovare ancora posto nei portafogli? Sì, perché continua a svolgere un ruolo importante di diversificazione, in genere mitigando le perdite in caso di flessione dei titoli azionari e contenendo la volatilità dei portafogli. Dal 1996, i Treasury a 5–7 anni sono cresciuti in media dello 0,7% nei mesi in cui i titoli azionari statunitensi registravano delle perdite.

Su base tattica siamo però sottopeso sul debito di alta qualità perché la continua crescita globale dovrebbe provocare un rimbalzo generale dei tassi da questi minimi storici. I rendimenti obbligazionari ultrabassi aumentano l’interesse di altre classi di attività globali. Il debito investment grade statunitense offre effetti di diversificazione analoghi ai Treasury, ma con un rendimento superiore di circa 130 punti base. Manteniamo un modesto sovrappeso in questa classe di attività. Analogamente, il nostro sovrappeso tattico nell’high yield europeo sembra ancora più interessante alla luce della flessione dei rendimenti del debito sovrano.

Le positive condizioni di finanziamento delle aziende dovreb-bero contenere al 2% le insolvenze previste nei prossimi dodici mesi. E differenziali di rendimento di circa 480 pb sembrano interessanti per gli investitori orientati al reddito. In Europa e nell’Asia Pacifico anche i titoli azionari con crescita dei dividendi conservano il loro fascino. Il differenziale di rendimento tra i Bund tedeschi e il rendimento da dividendi a dodici mesi dell’indice Msci Emu, ora intorno al 4%, è vicino ai massimi storici. I titoli azionari selezionati dai nostri analisti, focalizzati su nomi di grande qualità con potenziale di crescita dei dividendi, dovrebbero sovraperformare il debito di alta qualità e il mercato azionario dell’Eurozona nel suo complesso.

L’incertezza economica che ha fatto seguito al referendum britannico ha spinto ai minimi storici i rendimenti dei titoli di alta qualità. Anche se le politiche ancora più accomodanti delle banche centrali potrebbero farli scendere ancora di più in territorio negativo, il debito di alta qualità ha ancora un ruolo di diversificazione da giocare nei portafogli. Osserviamo però migliori opportunità tattiche altrove, in particolare nell’high yield in euro e nell’investment grade statunitense.

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.
Advertisement