I settori ciclici e finanziari guideranno il mercato

Risponde all’inchiesta di Fondi&Sicav sull’azionario Europa Bruno Springael, senior portfolio manager Global High Dividend di NN Investment Partners

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Ritenete possibile un passaggio del testimone dalle Borse Usa a quelle europee nel corso del 2017 o resta sempre valido il detto ‘quando Wall Street ha la bronchite, i listini europei hanno già la polmonite’?

Nel corso degli ultimi anni, i mercati europei hanno sottoperformato in maniera significativa quelli degli Stati Uniti. Mentre la crescita dei fatturati in Europa ha più o meno tenuto il passo con quella americana e ha recuperato i livelli più alti del ciclo economico precedente, gli utili non lo hanno fatto e sono ancora vicini a livelli più bassi, con la capacità di prezzare delle società europee che è stata scarsa e con i margini sotto pressione. La distanza dagli utili statunitensi ha raggiunto livelli estremi. Eppure, pensiamo che ora potremmo aver raggiunto il punto di svolta e che il ciclo di revisioni degli utili negative in Europa sicuramente, benché lentamente, stia giungendo a l termine. Ipotizzando un contesto più reflazionario, gli utili europei cominceranno a riprendersi e potrebbero diventare il principale driver di una sovraperformance rispetto agli Stati Uniti. Il rischio in questo scenario risiede principalmente nella pesante agenda politica europea per il 2017 (elezioni in Francia, Olanda e Germania), anche se pensiamo che questo già si traduca in un fenomeno di multiple compression proporzionato. Inoltre, sul lato degli Stati Uniti, in base a quando e come le intenzioni di tagli di tasse alle imprese e di rientro dei capitali si concretizzeranno, si avrà un impatto sulle performance relative. Per ora, tuttavia, non è chiaro in che misura ci sarà un effetto positivo sugli utili in seguito a tali misure.

Quali sono i paesi europei  e i settori che – a vostro giudizio- presentano le migliori opportunità di performance nell’anno appena iniziato? Quali sono i motivi a supporto delle vostre preferenze?

In generale, in un contesto più reflazionario, i settori ciclici e finanziari dovrebbero guidare il mercato, a partire dalle banche. Buona parte delle banche europee hanno sistemato i propri conti, la pressione dei regolatori si sta facendo più moderata, il rischio di contenziosi sta diminuendo e la crescita dei prestiti sta aumentando. I margini d’interesse netti sono ancora sotto pressione, ma con la curva di rendimento che va verso la normalizzazione, gli utili dovrebbero cominciare a crescere, creando anche la base per un aumento dei dividendi. Seguono poi le commodity e i settori ad esse collegate (energia, minerario). Dall’altra parte dello spettro, la parte cosiddetta “difensiva” dell’universo degli investimenti, la bassa volatilità (beni di prima necessità, ecc) e i titoli bond proxy (real estate, ecc) restano costosi. In questo spazio, il valore meno sovraprezzato va cercato nelle telecomunicazioni e nei farmaceutici.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.
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