Si ripetera’ la crisi finanziaria del 1998? Differenze e similitudini con la situazione attuale

A cura di Rocki Gialanella

Il trend di petrolio, divise e Usd ricorda quanto accaduto sedici anni addietro. Tuttavia, i paesi emergenti sembrano in grado di mitigare i problemi

La situazione attuale presenta molte similitudini con quella vista nel 1998, anno della crisi finanziaria russa che sfociò nel default del debito pubblico di Mosca e nel tracollo dell’hedge fund Long Term Capital Management. Oggi come allora, il petrolio continua a perdere quota e le divise dei paesi emergent sono in caduta libera. A prima vista gli emergenti sembrano somigliarsi ancora molto, tuttavia, negli ultimi sedici anni sono stati realizzati alcuni cambiamenti che potrebbero essere in grado di evitare una nuova crisi finanziaria globale.

Similitudini
Caduta del prezzo del petrolio: negli ultimi sei mesi, il petrolio West Texas ha perso il 50% del suo valore, toccando un minimo di 55 Usd (attualmente quota intorno a 68 Usd al barile). Questo ha provocato uno shock profondo in paesi come Venezuela, Nigeria e Russia, estremamente dipendenti dale esportazioni di greggio. I credit default swap di questi paesi si sono impennati e le loro economie si sono ulteriormente indebolite.

Crollo delle divise: l’indice Bloomberg che segue l’evoluzione delle 20 divise EM più scambiate è scivolato ai minimi del 2003. Il rublo russo e la lira turca si trovano ai minimi storici. La rupia indonesiana è arretrata fino ai livelli del 1998. Durante la crisi finanziaria del 1997-1998, paesi come Tailandia e Malesia si sono flagellati nel tentativo di supportare le rispettive divise, creando scene di panico come quelle viste in Corea del Sud, paese in cui i cittadini hanno donato oro allo stato per cercare di far lievitare le reserve pubbliche in pieno tracollo della divisa.

Politica della Federal Reserve: la banca centrale Usa si sta preparando per il suo primo rialzo dei tassi dal 2006, fatto che minaccia i paesi emergent. La Banca Mondiale ha stimato che i flussi di capitali in entrata verso gli EM potrebbero ridursi del 50% se il rendimento dei Treasury salisse dell’1%. Questo cambiamento di direzione dei capitali globali potrebbe impattare negativamente sui paesi con grandi deficit delle partite correnti: Turchia, Sudafrica e Brasile. A metà degli anni ’90, una serie di rialzi del costo del denaro della Fed scatenarono una fuga dalle monete asiatiche e il successive default del debito russo.

Differenze
Tassi di cambio flessibili: i paesi emergenti hanno permesso che i rispettivi tassi di cambio fluttuassero, abbandonando i tassi di cambio fissi usuali alla fine degli anni ’90. Attualmente, la debolezza delle divise emergent può far impennare l’inflazione e potrebbe essere in grado di stimolare la crescita attraverso un recupero di competitività delle esportazioni.

Riserve di divise: i paesi emergent hanno accumulato una grande quantità di divise estere. Un fatto che non è accaduto durante la crisi finanziaria degli anni ’90 e che consente di mitigare in qualche modo la volatilità sui mercati finanziari. Nel complesso, gli EM dispongono di 8.100 mld di Usd, rispetto ai 659.000 mln del 1999 (Fonte: FMI)

Debito: invece di indebitarsi in Usd, la maggior parte dei paesi emergenti può attualmente finanziarsi in valuta locale, assicurandosi di poter onorare i propri debiti senza dover intaccare le reserve di divise. Il rapport debito estero/Pil è stato del 26% nel 2014 rispetto al 40% del 1999. Nonostante ciò, non bisogna dimenticare che le grandi imprese hanno sostituito I Governo come fonte di preoccupazione per l’indebitamento. Le grandi società dei paesi emergent hanno emesso circa 375.000 mln di titoli di debito tra il 2009 e il 2012, più del doppio dell’ammontare registrato nei quattro anni che hanno preceduto la crisi finanziaria del 2008 (Fonte: BIS).

Tassi d’interesse: anche se i tassi d’interesse stanno aumentando in alcuni paesi emergenti, si trovano ancora su livelli molto inferiori rispetto al 1998. In Brasile, per esempio, i tassi di riferimento sono all’11,75%, livello che non raggiunge nemmeno la metà di quello del 1998.

Rocki Gialanella
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.