Sottopesiamo la Turchia

A cura di Stefania Basso

Crescita rallenta e il paese rimane caratterizzato da un’inflazione ancora elevata e da un grande fermento politico. Commento trimestrale di City of London

La Turchia rimane una delle economie più sensibili in un contesto di aumento dei tassi, nonostante il positivo restringimento del disavanzo di conto corrente. Le crescenti tensioni politiche, con l’avvicinarsi delle elezioni generali di giugno, tendono ad offuscare ulteriormente l’outlook.

La crescita nel quarto trimestre 2014 ha sorpreso al rialzo, con un aumento del 2,6% anno su anno (1,7% anno su anno nel terzo trimestre), sulla scia dei consumi privati più solidi delle attese. Ma i primi segnali del 2015 non sono positivi: la fiducia nei consumi, le vendite al dettaglio, i PMI e i dati della produzione industriale hanno deluso, indicando che la crescita nel 2015 potrebbe essere ancora più bassa rispetto al dato dello scorso anno, pari al 2,7%.

L’indice dei prezzi al consumo è sceso al 7,5% anno su anno a febbraio, in ribasso da un massimo di oltre il 9% a novembre. Il tasso tendenziale potrebbe avvicinarsi ulteriormente all’obiettivo della banca centrale pari al 5% entro metà anno, mentre si stima che l’inflazione a fine anno salirà di nuovo al 7%.

I conti esteri rappresentano la principale nota positiva dell’outlook della Turchia, beneficiando dell’effetto dell’abbassamento dei prezzi di importazione di petrolio. Il disavanzo di conto corrente quest’anno potrebbe restringersi al 4,0-4,5% del pil, contro il 5,7% del 2014. Ma il conto capitale rimarrà in difficoltà dato che il paese risente dei deflussi e dei bassi volumi degli investimenti diretti esteri.

La Banca centrale ha mantenuto il tasso pronti contro termine invariato adottando un atteggiamento più prudente a marzo (tasso pronti contro termine al 7,50%) dopo un allentamento di 25 punti base a febbraio e di 50 punti base a gennaio. I timori legati alla crescita e associati alle pressioni politiche potrebbero intensificarsi di nuovo con l’avvicinarsi delle elezioni e generare un ulteriore allentamento.

Strategia del mercato: gli economisti della Turchia non sono riusciti a trarre vantaggio dalle opportunità emerse con il calo dei prezzi del petrolio. Le prossime elezioni potrebbero interferire ulteriormente con la direzione della politica monetaria. Il mercato ha sottoperformato perdendo il 18% nel primo trimestre. City of London mantiene una posizione di sottopeso.

Stefania Basso
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.